Criticità e operatività
Resilienza parola d’ordine, svolta a Palazzo Chigi: dall’energia alla salute alle banche, ecco cosa cambia su servizi e operatori
Nel campo della sicurezza il concetto centrale non è più soltanto la «protezione», ma la «resilienza». Proteggere significa tentare di impedire un attacco o un’interruzione. Essere resilienti, invece, vuol dire garantire continuità anche quando quell’attacco o quella interruzione si verificano. Limitandone l’impatto e assicurando il rapido ritorno alla piena operatività dei servizi essenziali.
Prima seduta del Comitato interministeriale per la resilienza
È in questo quadro che a Palazzo Chigi è avvenuto l’insediamento del Comitato interministeriale per la resilienza, passaggio chiave dell’attuazione italiana della direttiva europea sulla «Critical Entities Resilience»(CER). Una normativa concepita in realtà nel 2022, oggi più che mai attuale di fronte alle tante sfide del presente: minacce ibride, calamità naturali e instabilità geopolitica.
Resilienza: tutti gli operatori al lavori sui “servizi essenziali”
Nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi al termine della seduta, viene chiarito che per «soggetti critici» si intendono gli operatori che assicurano servizi essenziali alla società e all’economia nei settori «dell’energia, dei trasporti, della salute, delle banche e dei mercati finanziari, delle acque potabili, reflue e irrigue, della pubblica amministrazione, dello Spazio e dell’alimentazione». Tutti ambiti indispensabili al funzionamento del Paese.
Resilienza nel dettaglio del lavoro all’opera: il «registro nazionale dei soggetti critici»
Il Comitato interministeriale per la resilienza è stato presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. E ha visto la partecipazione di numerosi ministri, tra cui quelli di Giustizia, Salute, Agricoltura, Economia e Finanze, Imprese e Made in Italy e Ambiente e Sicurezza energetica, a conferma della natura trasversale del dossier.
In particolare, il Comitato ha discusso e approvato lo schema di decreto per l’istituzione del «registro nazionale dei soggetti critici», che servirà a individuare le realtà strategiche che necessitano di maggior monitoraggio e coordinamento.
Criticità e interventi tempestivi: un Paese al passo
L’Italia è tra i 19 Stati membri dell’Unione europea che hanno recepito la normativa CER: cambiano i tempi. Cambiano i paradigmi. E la nostra Nazione vuole rimanere al passo.
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