L'ipotesi di corruzione
Perquisizione all’Eliseo: Macron resiste, ma poi cede. Gli appalti per il Pantheon nel mirino della procura
Esteri - di Gabriele Caramelli - 22 Maggio 2026 alle 17:34
La procura finanziaria francese ha condotto una perquisizione giovedì all’Eliseo, nell’ambito delle indagini sull’assegnazione delle cerimonie d’inumazione al Pantheon di Parigi. L’ultima ispezione risale al 2018, per il caso Benalla, durante il primo mandato di Emmanuel Macron. Quanto all’ultima inchiesta, il Palazzo presidenziale ha respinto gli investigatori finanziari il 14 aprile, invocando «l’inviolabilità» della sede. Dopo essere stato contattato dall’Afp, l’Eliseo ha rifiutato di rilasciare commenti immediati.
Secondo l’articolo 67 della Costituzione francese, il presidente della Repubblica, nel corso del suo mandato, non può essere chiamato a testimoniare dinanzi ad alcun tribunale o autorità amministrativa francese, né può essere oggetto di azioni legali, indagini, inchieste o procedimenti giudiziari. Tuttavia, il procuratore Pascale Prache ha affermato che i magistrati e gli investigatori si sono ritrovati davanti all’opposizione istituzionale, che sosteneva l’inaccessibilità «dei locali collegati alla presidenza della Repubblica» proprio in base all’articolo 67.
Perquisito l’Eliseo in un’indagine per traffico d’influenze e corruzione
Le operazioni investigative della procura sono state eseguite nell’inchiesta giudiziaria iniziata nel 2025 per «favoritismo, appropriazione indebita di interessi, corruzione e traffico di influenze». Al vaglio delle indagini, per la precisione, ci sono le condizioni con cui sono stati aggiudicati alcuni appalti pubblici relativi all’organizzazione di cerimonie per la sepoltura di persone nel Pantheon. Secondo Le Canard Enchaîné, che ha dato la notizia della perquisizione per primo, gli inquirenti stanno mettendo in discussione la scelta di Shortcut Events di organizzare per 22 anni le cerimonie funebri per illustri uomini e donne nel Panthéon. Come ha riportato il settimanale satirico, ogni sepoltura veniva fatturata allo Stato per «circa 2 milioni di euro».
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