Dopo la frana di gennaio
Meloni vola a Niscemi per fare il punto della situazione: “C’è ancora molto da fare”
Nuova visita a Niscemi del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La premier è volata questa mattina alla volta della Sicilia, verso la cittadina che fa parte del libero consorzio comunale di Caltanissetta. Con lei c’è ancora una volta il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Obiettivo della riunione e scopo della visita è fare il punto sulla situazione con le autorità locali e con il sindaco Massimiliano Conti dopo la grave frana che ha colpito la lo scorso 25 gennaio, che ha provocato lo sgombero di oltre 1.500 persone dalle loro case con un fronte di oltre 4 km.
Complessità geologica
Oggi la premier torna sul posto per verificare lo stato dell’arte sulla situazione e sugli interventi. Nel corso della sua visita istituzionale ha partecipato a una riunione operativa in municipio con le autorità locali e tecnici impegnati nella gestione dell’emergenza. Nel corso dell’incontro, secondo quanto riferito in una clip diffusa dalla Presidenza del Consiglio, il premier ha richiamato «la complessità tecnica e geologica enorme» della situazione, sottolineando la necessità di proseguire il lavoro sui contributi e sugli interventi per «ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili». Meloni ha inoltre ricordato il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri e convertito in legge dal Parlamento a fine aprile, evidenziando che «non c’è niente che dobbiamo dare per scontato» e che «c’è ancora molto» da fare.
Terza visita in pochi mesi
Quella di oggi, come sottolineano fonti di Palazzo Chigi, è la terza visita di Meloni sull’Isola dopo i sopralluoghi del 28 gennaio e del 16 febbraio. Da subito la premier aveva assicurato che «quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere» e che l’intenzione del governo era assumere provvedimenti imminenti, annunciato un nuovo ritorno a Niscemi. Incontro confermato il 16 febbraio. Nel secondo incontro era stato anticipato il sostegno da 150 milioni per la messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi poi varato pochi giorni dopo in CdM.
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