Un'ariaccia al Nazareno
Martina alla Fao, Schlein tace su Sanchez e accusa il governo. Lollobrigida: «Va capito che giochiamo tutti nella stessa squadra»
La segretaria dem in evidente difficoltà a causa dell'«amico Pedro» che fa emergere tutta l'irrilevanza del Pd. Il ministro dà una lezione su cosa sia l'interesse nazionale e richiama all'impegno di tutti per tutelarlo
I guai politici che l’«amico Pedro» sta provocando a Elly Schlein, mettendosi di traverso sulla candidatura di Maurizio Martina, ex ministro ed ex segretario Pd, alla guida della Fao emergono con estrema chiarezza nella dichiarazione che la segreteria dem ha fatto sul caso. Un tentativo di tirare la palla in campo avverso di fronte al tradimento di quel Sanchez che lei e il suo partito hanno indicato più e più volte come un esempio da seguire e un campione della sinistra europea.
Schlein in evidente difficoltà a causa di Sanchez
Intercettata a margine di un evento dai cronisti, la segretaria dem ha sostenuto che «il pieno sostegno l’ho già dato appena emersa la candidatura autorevole di Maurizio Martina che ha lavorato benissimo in questi anni alla Fao». «Noi stiamo facendo la nostra parte come Pd anche nell’interlocuzioni internazionali con tutti. Speriamo che anche il governo faccia la sua parte», ha detto Schlein riconoscendo che la candidatura di Martina «è un’occasione molto importante, non soltanto per l’Italia ma anche per tutta Europa perché sono diversi decenni che non c’è un presidente europeo e quindi sosteniamo con forza Maurizio».
L’«amico Pedro» fa emergere tutta l’irrilevanza del Pd
Il problema di Schlein è, però, che secondo quanto emerso, queste «interlocuzioni internazionali» del Pd non sembra proprio che riescano a incidere in alcun modo sul premier socialista spagnolo, deciso a piazzare al vertice della Fao il suo ministro dell’Agricoltura, Luis Planas. E, ad aggravare la situazione, c’è proprio il rapporto di amicizia vantato dalla segreteria con Sanchez, del quale è stata ospite meno di un mese fa, lodandone il «modello» nel corso della kermesse dei progressisti a Barcellona. La vicenda non fa che confermare insomma l’irrilevanza del Pd nella famiglia socialista europea, dove i dem non riusciti ad affermarsi nemmeno alla guida del gruppo parlamentare europeo, dove pure sono la delegazione più numerosa. Figurarsi se riescono a incidere su una faccenda di interesse nazionale di un altro Paese.
L’impegno del governo Meloni a sostegno della candidatura di Martina
Che il governo Meloni stia facendo la sua parte, del resto, è già emerso ampiamente. La candidatura di Martina, attuale numero due della Fao, in quanto vice direttore generale dell’Agenzia, è stata voluta in un’ottica di interesse nazionale e a dispetto di qualsiasi appartenenza politica ed è sostenuta con forza in tutte le sedi: in Europa, spingendo per accreditarla come unica dell’Ue, e nelle sedi internazionali, da un colloquio che – secondo quanto emerso – il ministro degli Esteri Antonio Tajani avrebbe avuto con il segretario di Stato Marco Rubio alle alleanza con i Paesi africani che partecipano al Piano Mattei. Di fronte alla volontà di Sanchez di imporre il proprio candidato, inoltre, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha scritto alla presidenza di turno cipriota per protestare contro il tentativo della Spagna di fare “asso pigliatutto” rispetto alle agenzie internazionali dell’agroalimentare (la Spagna va già verso la riconferma della presidenza dell’Ifad, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, allo spagnolo Alvaro Lario).
Lollobrigida: «Bisogna capire che giochiamo tutti nella stessa squadra»
E proprio Lollobrigida, dopo l’infelice uscita di Schlein, è intervenuto per ricordare che su una questione che attiene all’interesse del Paese non è proprio il caso di mettersi a fare polemica politica di piccolo cabotaggio. «La candidatura di Maurizio Martina – ha ricordato Lollobrigida – è senza dubbio la più autorevole tra quelle emerse fino ad oggi tra le nazioni dell’Unione europea. Stiamo lavorando con la presidente Meloni e il vicepresidente Tajani per fare emergere il suo profilo in modo tale da permettere all’Italia di esprimere, per la prima volta nella storia, il direttore generale della Fao. Pur avendo percorsi politici oggettivamente differenti abbiamo scelto Maurizio Martina perché conosce bene l’agenzia, il mondo agricolo internazionale gli riconosce elevate competenze e condivide con noi l’idea di portare non solo le Nazioni in via di sviluppo all’autosufficienza alimentare, ma dare ai loro cittadini la possibilità di scegliere cibo di qualità».
«L’Europa – ha proseguito il ministro – ha una grande occasione con Maurizio Martina e farebbe bene a non sciuparla, numerose famiglie politiche europee, anche diverse da quelle che sostengono il governo Meloni, lo hanno riconosciuto, ed è interesse di tutti allargare il consenso sulla candidatura italiana». «Non è quindi il momento di fare polemica politica, ma è importante capire che stiamo giocando nella stessa squadra», ha proseguito Lollobrigida, chiarendo di ritenere «incomprensibile la pretesa spagnola di voler esprimere due candidature nell’ambito delle agenzie delle Nazioni Unite che dovranno eleggere i vertici nel prossimo anno. Così facendo si mette a rischio non solo la possibilità di avere un europeo al vertice della Fao, ma anche al vertice dell’Ifad».
L’appoggio delle associazioni agricole alla scelta del governo
Pieno appoggio alla candidatura di Martina e all’azione del governo per sostenerla è stato espresso da tutte le principali associazioni agricole italiane. «Confagricoltura ribadisce il suo sostegno alla candidatura, avanzata dal Governo italiano, di Maurizio Martina a direttore della Fao. La proposta del ministro Lollobrigida dell’attuale vicedirettore della Fao va difesa con forza anche in Europa», ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Per il presidente della Cia, Cristiano Fini, «le tre agenzie non possono essere ricondotte alla rappresentanza di un unico Stato: è necessario garantire equilibrio e una visione realmente multilaterale» (anche il Pam, il Programma alimentare mondiale, va a rinnovo del vertice). «Come abbiamo detto sin dall’inizio sosteniamo con forza la candidatura unitaria in Europa di Maurizio Martina alla guida della Fao, una scelta che rafforzerebbe il ruolo e la credibilità dell’Italia in un organismo centrale per le politiche agricole e alimentari globali. È un’occasione storica e sarebbe la prima volta per l’Italia», hanno ricordato il presidente Ettore Prandini e il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, parlando con l’agenzia di stampa Adnkronos.
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