L'atroce pagina di storia
Marocchinate, le inchieste archiviate e gli “armadi della vergogna”: a Viterbo domani il momento della verità
A Viterbo domani, sabato 17 maggio, appuntamento da non perdere con la seconda conferenza nazionale sulle Vittime delle marocchinate. I fascicoli d’indagine aperti dalla magistratura sui crimini alleati vennero archiviati. Ci sono “armadi della vergogna” ancora chiusi? Alle ore 17, nella sala delle colonne del Palazzo Comunale (ingresso da via Filippo Ascenzi 1), avrà luogo l’evento organizzato dall’’Associazione Nazionale Vittime delle marocchinate e delle Truppe Alleate: sodalizio presieduto dal giornalista e ricercatore storico Emiliano Ciotti. L’ingresso è libero e il convegno si svolge con il patrocinio della Provincia e del Comune di Viterbo.
“Marocchinate”, violenze atroci alle donne, fascicoli archiviati
Con il termine marocchinate si intendono gli stupri commessi dai soldati coloniali francesi che durante la Seconda guerra mondiale, a seguito dello sbarco degli alleati, conducevano razzie sul territorio italiano violentando e uccidendo le donne, gli uomini adulti e anche i giovani. Queste violenze iniziarono in Sicilia nel luglio del 1943 e si estesero nel Lazio e nella Campania, seguendo il corso delle truppe franco-africane anche in altre zone. Con particolare virulenza in Ciociaria, e in Toscana nelle province di Grosseto e Siena e all’isola d’Elba, fino alle porte di Firenze. I fascicoli d’indagine aperti dalla magistratura italiana riguardanti queste violenze furono archiviati. Su questo aspetto si concentreranno i lavori della conferenza viterbese.
Ciotti e Olmi, attività impagabile per tenere alta l’ìattenzione
“Anche la Tuscia venne duramente colpita da questo fenomeno criminale – dichiara Emiliano Ciotti, presidente nazionale dell’ANVM -: furono un centinaio le donne e gli uomini che subirono violenze in provincia di Viterbo, in particolare dalle truppe coloniali inquadrate nell’Esercito Francese. Raccontare il dramma che hanno vissuto è un modo per ridare dignità alle vittime.”
>“Ricorderemo anche le donne e gli uomini barbaramente trucidati dai militari alleati – dichiara Silvano Olmi, vice presidente nazionale dell’ANVM, che dà anima e sostanza da anni nella riapertura di questo capitolo di storia–: in particolare a Montefiascone, dove furono uccisi Giuseppe Angeli, Abele Mezzetti, Luigi Carloni; Ada Andreini e suo figlio Ivano Pelecca di appena 5 anni. Nessuno pagò per questi omicidi e i fascicoli aperti dalla magistratura vennero archiviati.” “Armadi della vergogna” che l’ Associazione Nazionale Vittime delle marocchinate vuole spalancare.
Il programma degli interventi
Introduce i lavori il moderatore Emanuele Mastrangelo, giornalista e scrittore. Interventi di: Emiliano Ciotti, Presidente Nazionale ANVM, giornalista e scrittore: “L’importanza della memoria e la necessità di una seria ricerca storica sui crimini delle marocchinate – l’attività dell’ANVM”; Silvano Olmi, Vice Presidente Nazionale ANVM, giornalista e scrittore: “L’armadio mai aperto dei crimini alleati – Nuovi documenti sulle violenze carnali in provincia di Viterbo”; Anna Mula, Segretario Generale ANVM, “Il dolore che non finisce mai – le conseguenze degli stupri di guerra sulla salute delle donne marocchinate”; Mario Ferrari, “Isola d’Elba, lo sbarco della vergogna – un film per tramandare le testimonianze di chi c’era”. Proseguiranno Luca Urizio, Presidente Lega Nazionale Gorizia, “L’occupazione partigiana slavo comunista di Gorizia, 40 giorni di terrore, stupri e infoibamenti”; il senatore di FdI, Andrea De Priamo, il senatore Maurizio Gasparri di FI, (in video collegamento) con una iniziativa notevole: “La proposta di legge per istituire la Giornata nazionale in memoria delle Vittime delle marocchinate”.
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