Il raggiro rassicurante
L’intelligenza artificiale e la nuova economia dell’inganno: le nuove truffe online che fanno apparire il falso normale
L’intelligenza artificiale sta cambiando le truffe finanziarie. Oggi una frode può avere il volto rassicurante di un personaggio noto, la grafica pulita di una piattaforma professionale, il tono credibile di un consulente e numeri costruiti per sembrare veri. Non propone soltanto un investimento. Costruisce fiducia artificiale.
Da anni mi occupo di contenzioso bancario e finanziario e vedo quanto sia complesso intervenire quando il denaro è già transitato verso piattaforme estere, carte prepagate, wallet digitali o strutture frammentate. Le nuove truffe online sottraggono capitale, ma soprattutto rendono l’inganno plausibile prima ancora che verificabile. Il punto centrale è l’ambiente digitale in cui la frode si muove. Un ecosistema che consente al falso di apparire normale, circolare rapidamente e presentarsi come occasione. L’IA amplifica questo meccanismo, studiando linguaggi, emozioni e tempi di reazione, fino a trasformare la manipolazione in comunicazione personalizzata. È qui che il salto diventa più pericoloso.
L’uomo contemporaneo tende a fidarsi dell’interfaccia prima della verifica. L’autorevolezza viene simulata attraverso grafica, velocità, recensioni, testimonianze e risultati apparenti. La percezione occupa lo spazio del controllo. L’immediatezza indebolisce il ragionamento. Nel “Transumanismo Inverso” sostengo da tempo che il rischio più grande risiede nella perdita della centralità umana negli ambienti costruiti dalla tecnologia. Quando l’uomo diventa prevedibile, profilabile e manipolabile attraverso sistemi automatici, il problema supera il piano economico e assume una dimensione antropologica. La nuova truffa finanziaria rientra in questa trasformazione: ruba denaro, ma prima ancora ruba fiducia, attenzione e capacità di giudizio.
Il diritto rincorre fenomeni che si muovono con tempi esponenziali. Le regole tradizionali, pensate per condotte territoriali e soggetti identificabili, si confrontano con strutture digitali fluide, distribuite e spesso anonime. In questo scenario, seguire soltanto l’autore materiale della frode rischia di non bastare più. La responsabilità deve raggiungere anche gli ambienti tecnologici che rendono possibile, visibile e redditizia la circolazione incontrollata di contenuti manipolativi.
Occorre, perciò, interrogarsi sul ruolo delle piattaforme digitali, dei sistemi pubblicitari automatizzati, della profilazione comportamentale e degli obblighi di prevenzione tecnologica. È un tema che riguarda la sicurezza finanziaria, ma anche il rapporto tra libertà, informazione e condizionamento. Da qui nasce l’esigenza di portare la prevenzione fuori dagli slogan e dentro strumenti concreti. Serve un presidio pubblico immediato, semplice e accessibile. Un numero verde nazionale, uno sportello digitale unico, un servizio capace di verificare in tempo reale se l’operatore finanziario esiste, se è autorizzato, se è già segnalato e se la piattaforma presenta profili di rischio. Prima del bonifico. Prima della carta prepagata. Prima che il denaro sparisca.
Noi avvocati interveniamo spesso quando il danno è già maturato, e in molti casi riusciamo ancora a bloccare operazioni, ricostruire flussi, attivare responsabilità e recuperare somme. La tutela più efficace, però, resta quella che arriva un minuto prima della scelta. In quel minuto si decide tutto: il risparmio, la fiducia, la libertà di non essere manipolati.
* Giovanni Spinapolice- Avvocato specializzato in diritto bancario e finanziario
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