Certificati irregolari
La Guardia di Finanza in Commissione Covid: “Sequestrate 10 milioni di mascherine inidonee”
E' stato il tenente colonnello della Guardia di finanza Alberto Raffaele Cavallo, già comandante del II Gruppo di Trieste, ad essere audito in Commissione. Malan: "Vertificheremo se chiedere un’ispezione alla procura di Trieste”
L’Agenzia delle Dogane emetteva certificati di analisi fuorvianti e irregolari che attestavano l’idoneità delle mascherine nonostante non fosse tecnicamente in grado di effettuare tutti gli esami necessari per legge. A rivelarlo, nel corso dell’audizione della commissione Covid di giovedì, è stato il tenente colonnello della Guardia di finanza Alberto Raffaele Cavallo, già comandante del II Gruppo di Trieste, che durante la pandemia ha sequestrato ben 10 milioni di mascherine inidonee.
Buonguerrieri (FdI): “Le Dogane non hanno protetto gli italiani”
“Proprio chi ci doveva proteggere ha consentito che mascherine che potevano essere inidonee o pericolose per la salute entrassero nel mercato”, ha dichiarato in una nota la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid. Ma non solo. È emerso, inoltre, che un chimico dei laboratori delle Dogane aveva segnalato queste irregolarità e si era persino rifiutato di sottoscrivere ulteriori certificati di idoneità che evidentemente sono rilasciati da altri. “Continuano dunque ad emergere fatti gravi in danno alla salute dei cittadini, ipotesi di reato su cui verificheremo l’azione condotta dalla Procura di Trieste, che ad oggi non ha fornito né atti né documenti alla commissione che gliene ha fatto richiesta sul procedimento aperto in seguito alla preziosa attività della Guardia di Finanza”, denuncia Buonguerrieri.
Malan (FdI): “Verificheremo se chiedere un’ispezione alla procura di Trieste”
Dall’audizione del tenente colonnello Cavallo risulta, inoltre, che all’epoca la Guardia di Finanza chiese un sequestro preventivo e un ordine di esibizione all’autorità giudiziaria per verificare quante mascherine sospette fossero state sdoganate. Ma tale ordine non venne mai concesso. “Questo ha impedito di verificare se vi fossero altri milioni di mascherine sdoganate benché inidonee a tutelare le persone”: lo dice Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid. Che si chiede “perché l’autorità giudiziaria abbia deciso di non dar seguito a tale richiesta”.
Il capogruppo dei senatori di FdI, poi, osserva: “Si tratta della stessa autorità giudiziaria che, dopo una domanda della commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid, non ha mandato gli atti e i documenti relativi a questo procedimento penale nato dagli accertamenti della Guardia di finanza”. Malan, infine, annuncia che Fratelli d’Italia, sottoporrà al ministero della Giustizia quanto emerso in commissione per verificare se vi sono gli estremi per richiedere un’ispezione nella Procura di Trieste volta a capire “se siano state adottate tutte le misure necessarie ad accertare eventuali reati”.
Ultima notizia
Dopo Bologna e Torino
Cdp: confronto con Istituto Einaudi su ruolo e nuove tendenze del risparmio in Italia
Economia - di Redazione