Dem e magistrati
Il Pd arruola un’altra toga: Riello, ex procuratore generale di Napoli, nella squadra di De Luca
Dal vertice della magistratura alla segreteria regionale del Partito democratico campano. Luigi Riello, ex procuratore generale di Napoli, entra ufficialmente nel Pd con la delega a Giustizia, Legalità e Trasparenza. Una scelta che segna l’ennesimo intreccio tra toghe e politica e che riaccende il dibattito sul rapporto, mai davvero risolto, tra magistratura e impegno partitico.
A volerlo nella squadra dirigente dem è stato il segretario regionale Piero De Luca, che punta sull’esperienza dell’ex magistrato per rafforzare il profilo del partito su temi delicati come giustizia e legalità.
Riello: “I partiti non possono legiferare ad orecchio”
Riello spiega di aver accolto l’invito “con grande rispetto”, soprattutto in una fase nuova della sua vita professionale dopo il pensionamento dalla magistratura.
L’ex procuratore rivendica il valore dell’apertura del Pd alla cosiddetta società civile e sottolinea come i partiti debbano dotarsi di competenze concrete:
“I partiti non possono legiferare ad orecchio ma devono avere una piena consapevolezza delle questioni sociali che intendono affrontare”. Secondo Riello, il rapporto tra politica e società civile sarebbe oggi “indispensabile” per elaborare politiche efficaci e vicine ai cittadini.
Dalla Cassazione al Pd: il nuovo ruolo dell’ex procuratore
Nel corso della sua carriera Riello ha ricoperto incarichi di primo piano: in Corte di Cassazione; al Consiglio superiore della magistratura; fino alla procura generale di Napoli.
Ora il suo compito sarà quello di seguire per il Pd campano i dossier legati a giustizia, legalità; trasparenza. Il Temi sui quali il Partito democratico punta a costruire parte della propria strategia politica nel Mezzogiorno.
Con Riello l’ennesimo caso di toghe rosse in campo
La nomina dell’ex procuratore inevitabilmente alimenta le polemiche sul rapporto tra magistratura e politica, tema da anni al centro dello scontro istituzionale. Non è la prima volta che ex magistrati scelgono l’impegno diretto nei partiti, soprattutto a sinistra. Una dinamica che continua a dividere l’opinione pubblica e che il centrodestra considera da tempo un nodo irrisolto del sistema italiano.
L’ingresso di Riello arriva inoltre in una fase delicata per il Pd campano, alle prese con tensioni territoriali e difficoltà amministrative in diversi comuni della regione.
Bobbio: “Travaso senza fine dalla magistratura alla sinistra”
Luigi Bobbio, giudice al Tribunale di Nocera Inferiore, quindici anni in trascorsi Procura, di cui otto in Dda, commenta al Giornale con parole durissime: «Io voglio bene a Riello e lo stimo enormemente. Però davvero, il travaso dalla magistratura al Pd e alla sinistra in generale non ha mai fine. Grasso, Roberti, Cafiero de Raho, Mancuso, Scarpinato, Carofiglio, adesso Riello. Tutti i magistrati che hanno ricoperto i massimi ruoli di vertice dell’ordine giudiziario. Per loro onori e coccole, pure quando erano in servizio. Per noi pochissimi non di sinistra solo mazzate di morte. Fatevi una domanda e datevi una risposta».
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