Traslochi in altre strutture
Firenze, residenza studentesca senza acqua. Azione universitaria: “La sinistra chieda scusa”
Politica - di Gabriele Caramelli - 23 Maggio 2026 alle 14:09
La residenza universitaria Calamandrei di Firenze sta affrontando un grave problema di approvvigionamento idrico e per questo 268 studenti hanno accettato di andare in altre strutture. Dalla prossima settimana, 80 si trasferiranno alla struttura di Caponetto a Novoli, mentre altri 130 arriveranno allo studentato gestito dalla Fondazione Ceur in via Pietrapiana, 50 negli alloggi Aparto Student tra via Panciatichi e Manifattura Tabacchi e 4 nello studentato Campus X di viale Morgagni. Altri 160, però, come ha fatto sapere l’Ardsu (Azienda regionale per il diritto allo studio universitario), hanno scelto di restare all’interno dell’edificio Calamandrei. Si sono detti disponibili ad utilizzare le docce e i servizi igienici funzionanti al piano terra, oltre ai dispositivi sanitari esterni allestiti per far fronte all’emergenza.
Firenze, residenza studentesca senz’acqua
Secondo la verifica eseguita dai tecnici dell’azienda, la riparazione delle pompe dovrebbe essere effettuata entro una ventina di giorni con un contestuale ripristino delle funzionalità complessive della residenza e il progressivo rientro dei giovani che si sono trasferiti nelle sistemazioni alternative. «I vertici istituzionali, amministrativi e tutto il personale dell’Ardsu coinvolto – come viene spiegato in una nota -, ben consapevoli delle difficoltà incontrate dagli studenti beneficiari dei servizi, si sono prontamente attivati per cercare di tutelarli e supportarli tramite le iniziative al momento percorribili».
Azione universitaria: “La sinistra chieda scusa”
Come hanno ricostruito il presidente di Azione universitaria Oleg Bartolini e il rappresentante degli studenti nel Cts dell’Ardsu, Salvatore Losiggio, «la residenza universitaria Calamandrei di Firenze versa in condizioni pietose. A causa della mancanza dell’acqua gli studenti sono impossibilitati perfino ad utilizzare i propri bagni. Lo stato di degrado in cui versa la Calamandrei, tuttavia, non è un caso isolato ed inaspettato».
«Si tratta dell’ennesima conseguenza della gestione a dir poco catastrofica del Dsu toscano. Finora, infatti, soltanto il 28% dei fondi stanziati per gli investimenti sono stati effettivamente spesi. Altro che “tagli”, come qualche lista di sinistra vorrebbe farci credere. Per anni hanno ignorato la manutenzione della struttura e a pagarne le conseguenze, come sempre, sono gli studenti. Prima i tagli alle mense, poi i disservizi nelle residenze». In sostanza, i due rappresentanti chiedono che «la sinistra si assuma le proprie responsabilità e chieda scusa agli studenti. Un disastro frutto dell’ipocrisia di chi amministra il patrimonio residenziale universitario con risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che, allo stesso tempo, si fa paladino del diritto allo studio a fasi alterne».
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