Dal Rdc al Salario giusto
Meloni: «La strategia del governo chiara fin da subito: sosteniamo chi crea ricchezza e posti di lavoro» (video)
La premier interviene al Festival del Lavoro e rivendica il cambio di paradigma impresso dal suo governo. Calderone: «Il decreto Primo maggio del 2023 provvedimento simbolo di questi anni»
«La strategia del governo è stata chiara fin dall’inizio su questo tema, sostenere chi crea ricchezza e posti di lavoro. Ogni provvedimento adottato in questi anni va in questa direzione, i risultati in qualche modo ci stanno dando ragione». Intervenendo con un videomessaggio al Festival del Lavoro, in corso a Roma, la premier Giorgia Meloni è tornata a sottolineare il cambio di paradigma impresso dal suo governo, dopo gli anni dell’assistenzialismo indiscriminato e fine a se stesso targati Conte e sinistra.
Il cambio di paradigma impresso dal governo Meloni
Non a caso, nella stessa sede, il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha indicato come provvedimento «simbolo» delle politiche del governo Meloni il decreto Primo maggio del 2023, «che porta a bordo non solo la cessazione del reddito di cittadinanza ma una scelta di campo: privilegiare il lavoro rispetto al sussidio e accompagnare al lavoro e sostenere anche coloro che sono in condizioni di fragilità». «Questa impostazione la troviamo poi in tutti gli atti successivi, per noi non esiste inclusione sociale senza il lavoro», ha chiarito ancora Calderone, intervistata dal vice direttore del Tg2, Maria Antonietta Spadorcia, sul palco del Festival organizzato dai consulenti del lavoro.
A loro ha rivolto un ringraziamento la premier nel suo messaggio, per il lavoro che svolgono quotidianamente «al servizio delle imprese, dei lavoratori, del tessuto economico e produttivo» e per una manifestazione che, cresciuta nel tempo, «non parla più solo a una categoria di professionisti, ma a tutti coloro che hanno a cuore il lavoro, la competitività del sistema Italia e il futuro della Nazione».
Il lavoro come «core business» dell’esecutivo
«Il lavoro è il vostro core business, diciamo così, però è anche un po’ il nostro», rivendicando gli effetti della strategia del governo a sostegno di chi crea ricchezza e posti di lavoro, entro cui si inseriscono tutti i provvedimenti adottati nel corso del mandato. «L’occupazione in Italia – ha ricordato la presidente del Consiglio – ha raggiunto livelli record con un milione e duecentomila occupati stabili in più e cinquecentocinquantamila precari in meno. Il tasso di disoccupazione, sia generale che giovanile, ha raggiunto i livelli minimi di sempre e per la prima volta nella storia abbiamo superato il tetto dei 10 milioni di donne lavoratrici. Abbiamo affrontato il problema dei salari con misure concrete, agendo su diversi fronti. Con il taglio del costo del lavoro e non solo, abbiamo aumentato il netto in busta paga per milioni di lavoratori, soprattutto per i redditi medio-bassi. Abbiamo sbloccato stipendi che erano fermi da anni nel pubblico impiego e puntato sul rinnovo dei contratti nel settore privato, incentivandone i rinnovi».
Il principio sancito dal governo con il salario giusto
«Ma soprattutto abbiamo scelto di rimettere al centro la contrattazione di qualità, perché è lì che si tutelano davvero i diritti dei lavoratori settore per settore», ha sottolineato ancora la premier, facendo riferimento all’ultimo decreto Lavoro, quello in vista del Primo maggio di quest’anno, che ha introdotto il salario giusto. «Abbiamo sancito un principio: solo chi applica il salario giusto, cioè il trattamento economico complessivo stabilito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni più rappresentative, può accedere agli incentivi pubblici per le assunzioni», ha detto Meloni, spiegando che «è una scelta che il Governo rivendica con forza e per la quale devo ringraziare il ministro Calderone, che chiaramente molto si è impegnata su questo come su tanti altri fronti».
Lo sguardo sulle nuove sfide
«Ma – ha proseguito la premier – non ci stiamo occupando solamente di rilanciare il mercato del lavoro e di renderlo più dinamico. Noi stiamo concentrando la nostra attenzione anche sulle sfide che i nostri lavoratori e le nostre imprese sono chiamati ad affrontare, come l’impatto dell’intelligenza artificiale, una risorsa chiaramente straordinaria, se rimarrà centrata sulla persona, mentre un danno se si limiterà a sostituire i lavoratori».
«L’intelligenza artificiale – ha avvertito la premier – investirà prima o poi tutto il mercato del lavoro e non sarà limitata ai profili intellettuali o tecnologici. In futuro continueremo ad avere bisogno di operai, insegnanti, artigiani, medici. Quello che cambierà sarà il modo di svolgere quei lavori, e sarà necessario avere le competenze per farlo». «Ed ecco che emerge con forza il valore della competenza e di chi quella competenza la mette al servizio degli altri, con equilibrio e con saggezza, come fanno i tanti professionisti italiani che insieme disegnano un modello unico che questo Governo, come nessun altro prima, ha promosso e valorizzato con riforme e con interventi di sistema», ha concluso Meloni, rinnovando il proprio ringraziamento ai consulenti del lavoro.
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