Il vertice Ue di Nicosia
Energia, Giorgetti: «Dall’Italia proposta ragionevole. Con l’Ue avvicinamento al passo dell’alpino lettone»
Il ministro dell'Economia conferma il pressing del governo sull'Ue per ottenere flessibilità: «Non c'è nessuna soluzione che aiuta l'Italia, ci sono soluzioni che aiutano tutti i Paesi europei, in una situazione molto complicata e difficile. Ma sappiamo che non ci saranno tempi di decisione immediati»
Il pressing dell’Italia sull’Ue per ottenere flessibilità di bilancio di fronte alla crisi energetica, Giancarlo Giorgetti lo riassume con una battuta: con il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis è in corso un avvicinamento a «passo dell’alpino lettone». Il ministro dell’Economia si trova a Nicosia per l’Eurogruppo e l’Ecofin informale, sul tavolo c’è anche il tema della situazione economica internazionale deteriorata dai recenti conflitti e dalla crisi di Hormuz. La posizione dell’Italia è nota: «È necessaria una flessibilità per l’energia, per fornire supporto a famiglie e imprese», come ricordato dal Mef sui propri social.
Giorgetti e l’avvicinamento da «alpino lettone» con Dombrovskis
Non si tratta di una partita che avrà tempi di decisione «immediati», ma il governo italiano ha presentato una «proposta ragionevole» ed è intenzionata a portare a casa il risultato. Giorgetti ha avuto un bilaterale con Dombrovskis, è stato al termine dell’incontro che ha scherzato sul passo dell’alpino lettone: la Lettonia è un Paese prevalentemente pianeggiante, quindi non ha una tradizione di fanteria d’alta quota, né un corpo degli Alpini. Gli Alpini italiani sono tuttavia in servizio nel Paese baltico, in ambito Nato, nella base di Adazi, a 25 km dalla capitale Riga. Gli Alpini tengono un passo da montagna, lento e regolare. La metafora fa il paio con un’altra battuta del titolare del Mef a proposito del fatto che ormai sente più Dombrovskis di Crosetto.
Dal governo italiano «una proposta ragionevole»
Dunque, un lavoro costante, portato avanti dal governo con la consapevolezza di «essere nel giusto». Anche perché «non c’è nessuna soluzione che aiuta l’Italia, ci sono soluzioni che aiutano tutti i Paesi che fanno parte dell’Europa, in una situazione molto complicata e difficile». «Noi abbiamo fatto una proposta. Riteniamo che questa proposta sia assolutamente razionale e di buon senso», ha rivendicato Giorgetti, chiarendo che «sappiamo che i tempi di esame e di valutazione da parte degli organismi europei, da parte degli altri Paesi sono non immediati. Richiedono qualche giorno, magari qualche settimana, però continuiamo a insistere, perché riteniamo di essere nel giusto».
Una partita con «tempi non immediati»
La proposta dell’Italia consiste nell’«interpretare gli spazi concessi per la difesa in termini di sicurezza nazionale. Uno dei mantra miei è che la sicurezza economica è sicurezza nazionale». «Riteniamo – ha chiarito il ministro – che quello che sta accadendo nel Medio Oriente sia qualcosa di paragonabile in termini economici, come conseguenze, a quello che è accaduto con l’aggressione russa all’Ucraina».
Le possibilità sul tavolo
Quanto all’estensione dell’ambito di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, il ministro ha spiegato che non è l’unica via possibile: «Ci sono anche altre soluzioni, c’è il concetto di fattori rilevanti nell’ambito dell’impianto generale. Anche quello, però, deve essere puntualmente e preventivamente declinato, altrimenti non può essere considerato». E, ancora, «ci sono tutti i fondi di coesione. C’è il Pnrr: entro la fine di maggio c’è un’ulteriore revisione a cui stanno lavorando i competenti uffici. C’è un mix di situazioni che fanno riferimento a interventi di natura corrente e in termini di investimento che devono affrontare l’ennesima crisi che deve fronteggiare l’Europa».
Il Mef stima per l’autunno l’uscita dalla procedura di infrazione per deficit
«È singolare che si conceda la possibilità di fare degli aiuti di Stato, impedendo di utilizzare delle risorse per fare questi aiuti di Stato. Se così fosse, e mancasse una gamba a questa misura, si creerebbe uno squilibrio competitivo tra Paesi all’interno della stessa Europa e quindi contraddizione con lo spirito europeo», ha poi sottolineato Giorgetti, che rispondendo alle domande dei giornalisti è tornato anche sul tema dell’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit. Il Mef stima che si possa centrare in autunno.
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