Duplice femminicidio
Due donne trovate morte in un cantiere alla periferia di Napoli: il fermato confessa, emerge la pista serial killer
A far scattare l’allarme è stata due coppie che aveva visto l’uomo entrare nel cantiere con una donna e uscire da solo. I corpi sono stati rinvenuti nella notte nei vani ascensore dell’edificio abbandonato
I carabinieri arrivano nel cantiere di viale Italia poco dopo mezzanotte. Nel piano seminterrato di un edificio in costruzione trovano i corpi senza vita di due donne. Una scena che indirizza subito le indagini verso l’ipotesi del duplice omicidio. A Pollena Trocchia, nel Napoletano, la svolta arriva nelle ore successive al ritrovamento. Mario Landolfi, 48 anni, viene portato in caserma e interrogato a lungo dai militari della Compagnia di Torre del Greco. Davanti agli investigatori confessa. “Sono prostitute, le ho uccise in due giorni diversi”, avrebbe dichiarato. Per lui è ora scattato il fermo disposto dalla Procura di Nola, diretta dal procuratore Marco Del Gaudio. L’uomo, assistito dall’avvocato Aldo Maione, è ora detenuto in carcere in attesa della convalida. È sposato, disoccupato, consumatore di stupefacenti e vive con il reddito di inclusione.
Il ritrovamento delle due donne
A far partire l’intervento è la telefonata di due coppie di ragazzi che si erano appartate nella zona. I testimoni raccontano di aver visto l’uomo arrivare davanti al palazzo abbandonato a bordo della sua Opel insieme a una donna. Dopo circa venti minuti sarebbe uscito da solo, con una borsa bianca femminile in mano, per poi allontanarsi.
La segnalazione arriva ai carabinieri intorno a mezzanotte e 45. Sul posto intervengono i militari della sezione operativa di Torre del Greco e quelli della Tenenza di Cercola. Nel cantiere trovano i due corpi sul pavimento del piano seminterrato. Secondo una prima ricostruzione, le donne sarebbero precipitate da due differenti vani ascensore.
Chi sono le vittime
Le vittime sono state identificate nelle ultime ore. Una era di origine ucraina e aveva 49 anni. L’altra, italiana, aveva 29 anni ed era residente nel Casertano. In base a quanto emerso dalle indagini, entrambe sarebbero state adescate nella zona orientale di Napoli, nell’area di Gianturco, dove — secondo il racconto dell’indagato — si prostituivano.
Davanti ai carabinieri, l’uomo però avrebbe ammesso inizialmente soltanto il secondo episodio, negando ogni coinvolgimento nella morte della quarantanovenne. Solo in un secondo momento avrebbe confessato entrambi i delitti. Tutto sarebbe nato da litigi sul denaro richiesto per le prestazioni sessuali. Parlando della giovane, uccisa sabato sera, inoltre il 48enne avrebbe riferito che la discussione era iniziata perché la donna “pensava di essere portata in hotel”. Poi avrebbe aggiunto: “Perché aveva tentato di spingermi, allora io l’ho spinta”. La ventinovenne, sempre secondo il suo racconto, avrebbe chiesto 150 euro invece dei 100 inizialmente concordati. Il giorno successivo sarebbe tornato a Gianturco, incontrando la seconda donna.
Gli inquirenti stanno verificando ogni passaggio della confessione, definita ancora contraddittoria in alcuni punti.
Le indagini
Sul posto hanno lavorato per tutta la notte anche i militari della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Torre Annunziata. I rilievi si sono concentrati nei vani ascensore, negli accessi all’edificio e nelle aree interne del palazzo in costruzione. L’ipotesi del suicidio appare ormai esclusa. La dinamica dei due episodi e la loro successione temporale sono adesso al centro del lavoro investigativo. Resta da chiarire se le due donne siano morte immediatamente dopo la caduta o se siano rimaste vive per un certo periodo di tempo. Le autopsie, già disposte dalla Procura, saranno decisive per definire cause e tempi della morte.
Il sindaco: “Fare piena luce”
“Esprimo profondo rammarico per la triste notizia che ha svegliato la comunità cittadina, quella del ritrovamento del corpo senza vita di due donne nell’area del Parco Europa”, ha dichiarato il sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito. “Sono fermamente convinto che gli inquirenti, che fin da subito hanno avviato un’intensa attività di indagine, sapranno fare piena luce su quanto accaduto e riusciranno ad accertare ogni responsabilità facendo piena giustizia”.
Nelle prossime ore il giudice dovrà pronunciarsi sulla convalida del fermo. Intanto gli investigatori continuano a lavorare sulla ricostruzione dei due incontri, sui movimenti dell’indagato tra Napoli Est e Pollena Trocchia e sui punti ancora oscuri emersi durante l’interrogatorio.
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