Scadeva il 9 maggio
Caro-carburanti, il governo proroga il taglio delle accise fino al 22 maggio: il decreto del Mef, promessa mantenuta
Scadeva il 9 maggio il taglio delle accise e il ministero dell’Economia e delle Finanze ha provveduto, facendo sapere che “è in corso di pubblicazione il decreto ministeriale che proroga fino al 22 maggio prossimo l’attuale taglio delle accise sui carburanti in scadenza oggi”. La risposta del governo alla crisi di Hormuz “è stata immediata”: le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo in videomessaggio all’evento “L’agricoltura, il futuro” di Confagricoltura, in corso a Milano.
Carburanti, proroga fino al 22 maggio del taglio delle accise
“Abbiamo adottato provvedimenti per ridurre le accise sui carburanti e abbiamo presentato un pacchetto di misure a sostegno delle nostre imprese” ha spiegato Tajani, mentre all’Unione Europea sono state chieste “risposte straordinarie” in merito al caro energia. La chiusura dello Stretto “ci ricorda che le filiere globali restano esposte a shock improvvisi, rincari dell’energia e dei fertilizzanti, criticità dei nostri trasporti marittimi e della disponibilità di materiali per l’imballaggio”. Il governo Meloni ha dunque confermato la proroga del taglio delle accise che resterà in vigore fino al 22 maggio con l’obiettivo di contenere l’impatto dell’andamento dei mercati energetici sui prezzi alla pompa.
Taglio accise in due fasi
Il provvedimento attuato dal governo precedeva due fasi, due passaggi distinti per ragioni procedurali. Un primo decreto legge, già adottato, copriva il periodo iniziale fino al 10 maggio. A seguire, un decreto ministeriale che avrebbe esteso l’efficacia dell’intervento per ulteriori dodici giorni. Oggi 9 maggio, in Italia, il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,931 euro/litro per la benzina e 2,015 euro/litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self era di 2,001 euro/litro per la benzina e di 2,084 euro/litro per il gasolio. L’obiettivo del governo resta quello, da una parte, di tamponare la crisi energetica con la riduzione delle accise e, dall’altra, di fare pressione diplomatica per risolvere lo sblocco dello Stretto di Hormu.
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