Dalla parte dei lavoratori
Bombardieri sfida Landini e gela il Pd: «Noi appoggiamo il salario giusto, basta propaganda su quello minimo»
Il segretario della Uil presenta un promemoria alla sinistra: «Quale vostro governo ha mai riconosciuto che i contratti che pagano di più sono quelli di Cgil, Cisl e Uil?». E spiega perché vede nel salario giusto una leva per migliorare le condizioni di tutti i lavoratori
Il salario giusto finisce al centro di uno scambio di battute al vetriolo tra esponenti dem e il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri che, ribadendo il sostegno alla misura varata dal governo con il decreto Primo Maggio, ha voluto mandare un messaggio chiaro al Pd: un invito a «smetterla di fare propaganda» e a prendere atto dell’autonomia del sindacato. Ma Bombardiere ne ha avute anche per la Cgil, cui ha lanciato un esplicito guanto di sfida intervenendo al XIX congresso FenealUil nazionale in corso a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto.
Bombardieri al Pd: «Basta propaganda sui salari»
«Ieri abbiamo fatto una polemica con il Pd e la ribadisco. Parliamo di salario giusto e c’è sempre qualche esponente del Pd, in questo caso Cecilia Guerra, che ci dice “voi ci dovete dire che cosa pensate del salario minimo”, e noi glielo abbiamo detto. E soprattutto abbiamo detto che c’è un metodo che non accettiamo: noi non siamo classificabili, siamo liberi», sono state le parole del segretario della Uil. «Quando facevamo lo sciopero con la Cgil, eravamo comunisti, adesso siamo diventati di destra: noi siamo liberi, nessuno – ha detto – ci può tirare per la giacchetta quando il governo ci dà un risultato».
La Uil marca le differenze tra questo governo e quelli di sinistra
E quel risultato è il salario giusto, del quale ieri Bombardieri, nel corso del XXII congresso della Uiltrasporti a Roma, aveva evidenziato l’importanza, sottolineando anche la correttezza del perimetro della contrattazione nazionale entro cui il governo lo ha inserito. «Ho cercato di spiegare, anche a esponenti del Pd, di smetterla di fare propaganda su questi temi. Quale governo di sinistra ha mai riconosciuto che i contratti che pagano di più sono quelli di Cgil, Cisl e Uil?», sono state le parole di Bombardieri, che ha sottolineato che «adesso è arrivato un governo e non mi interessa il colore politico, che dice che i contratti dignitosi sono quelli di Cgil, Cisl e Uil».
Il salario giusto come leva per migliorare la condizione di tutti i lavoratori
Ma nel corso del congresso romano Bombardieri ha fatto anche altro: ha chiesto che, cogliendo l’occasione della discussione con le organizzazioni datoriali sul salario giusti, si arrivi anche alla «applicazione erga omnes dei contratti maggiormente rappresentativi, cioè dei contratti che pagano di più e danno più tutele». Dunque, ha identificato il salario giusto come una leva per un incremento complessivo delle garanzie per i lavoratori.
Il guanto di sfida di Bombardieri a Landini
E, in questo ambito, ha anche lanciato un avvertimento sulla fine dell’era delle rendite di posizione nel mondo sindacale: per identificare i contratti maggiormente rappresentativi, «c’è bisogno di mettere a punto un sistema che misuri la rappresentanza». «Noi siamo pronti, abbiamo proposto – ha detto Bombardieri – che votino tutti i lavoratori e le lavoratrici nel settore privato, così come avviene nel pubblico. I numeri della rappresentanza sindacale sono chiari. Chiediamo che questi dati siano pubblici e che si arrivi a una misurazione della rappresentanza di tutti gli lavoratori e le lavoratrici».
Una frase che già suonava come una sfida diretta alla Cgil e che oggi Bombardieri da Castellaneta Marina ha reso più esplicita. «È possibile essere il primo sindacato di questo Paese, non stando negli uffici, ma andando nei cantieri, andando a parlare con le persone. Per forza la Cgil è preoccupata, ed è solo l’inizio», ha detto il segretario della Uil.
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