Solo cabaret
A sinistra dietro le battutine il nulla. Dalla famiglia Addams alla spesa al supermercato. E vorrebbero governare?
A ventiquattr’ore dal premier time al Senato, nemmeno uno straccio di proposta politica dalle opposizioni. Che pure si candidano con baldanza a mandare a casa il governo Meloni e prendere il timone della nazione. Con quale programma? Nessuno, come ha improvvidamente ammesso Elly Schlein intervista dal Corriere della Sera. Devono ancora scriverlo. Così di fronte alla preziosa occasione di confrontarsi con la presidente del Consiglio (invocata quotidianamente) scelgono la scorciatoia del cabaret. Se si esclude l’intervento propositivo di Carlo Calenda, che ha chiesto lumi sul nucleare, dai leader del campo largo solo punzecchiate Uno stupidario di battute e pseudo insulti all’indirizzo della premier. Che, infatti, li guarda sconsolata e li mette in riga con l’ironia che non le manca.
Premier time, dalla sinistra solo cabaret
Si parte con Matteo Renzi. Che cosa resta della sua comparsata a favore di telecamere? Il paragone con la famiglia Addams, “non si sa chi è Morticia e chi lo zio Fester” Davvero poca roba per un ex premier, pronto a risollevare le sorti del centrodestra. Il paragone con l’esecutivo in realtà pare un autoritratto, sempre che si voglia considerare spazzatura un must televisivo e cinematografico. Ma c’è di più: Meloni sarebbe la copia ‘sbiadita’ rispetto agli esordi del suo mandato. Ancora colore e pseudo-gossip. “Non parlo dei ginecologi per rispetto a qualche ministro”.
Renzi si rifugia nella Famiglia Addams…
Non è meno cabaret quello di Francesco Boccia. Nell’interrogazione, con 18 quesiti modello ‘quizzone’ come ha ironizzato Meloni, spicca la domanda sulla spesa. Per la serie demagogia a poco prezzo. “Qual è l’ultima volta” che la premier è andata per negozi?, chiede il capogruppo dem. Un colpaccio, deve aver pensato, per dimostrare che il governo non ha contatti con la realtà quotidiana degli italiani. Peccato che la premier lo geli. “L’ultima volta che ho fatto la spesa al supermercato è stato sabato scorso, se vuole può andare a chiedere, non so quando è capitato a lei. Io non rinuncio a stare in mezzo alla gente, non rinuncio a fare una vita normale, capisco che intorno a questo governo tanto affetto dopo 4 anni e qualcosa significherà”. Gioco, partita, incontro.
Il grillino Patuanelli: mi sono stufato del Superbonus
Pure i 5Stelle, ossessionati dalla strenua difesa del Superbonus (che ha prodotto un buco 174 miliardi), si rifugiano nelle battute. Proposte alternative ai provvedimenti di Palazzo Chigi ? Forse arriveranno, non c’è fretta. “Mi sono quasi stufato del Superbonus”, ammette Stefano Patuanelli. Poi la freccia spuntata. “Sapete quando è stata fatta l’ultima proroga del Superbonus per le villette monofamiliari? Nel 2023, dal governo Meloni. Una misura tanto vituperata che voi avete prorogato per l’ultima volta”. Parole zittite dalla premier. Da Avs ci prova Beppe De Cristofaro, che accusa Meloni, da ministro della Gioventù, di aver portato alla precarietà i giovani. “Presidente, mi può spiegare perché da quattro anni tutti i giorni parla di immigrazione e blocco navale e mai di emigrazione giovanile? Qui l’unica cosa bloccata è la condizione dei giovani”. Un gioco di parole e niente più.
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