Modello Bologna
Sinistra in testacoda sulle città a 30 all’ora: il sindaco di Modena gela Lepore
+ Seguici su Google DiscoverL’altolà al sindaco Lepore stavolta arriva da sinistra. A invocare uno stop su “Città 30”, il piano che abbassa a 30 km all’ora il limite di velocità nella maggior parte delle strade di Bologna, è infatti il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che prende le distanze da un approccio generalizzato: “Non farei mai come Bologna”, ha detto durante un evento al museo Ferrari. Meglio, secondo il primo cittadino modenese, un percorso graduale, partendo da scuole, ospedali e quartieri residenziali.
Mezzetti gela Lepore: non farei mai come Bologna
Parole esplosive nel dibattito interno al Pd. Il fuoco amico da sinistra non era stato messo in preventivo. Mezzetti non usa mezzi termini: nelle aree con cantieri si viaggia già a 15 km/h, mentre altrove – sostiene – il limite dei 30 non viene rispettato. “Se imponi una regola e poi non la fai rispettare, resta solo una bandiera ideologica”, afferma.
La solita scusa: “Mi hanno frainteso”
La replica velenosa di Lepore non tarda ad arrivare. Il sindaco di Bologna parla di “equivoco” dopo una telefonata chiarificatrice con il collega. E infatti Mezzetti è costretto a fare parzialmente marcia indietro: ribadisce di credere nel limite dei 30 km/h, ma difende un’applicazione più graduale e “culturale”, negando di aver attaccato direttamente Lepore.
Anche il Mit di Boston boccia le città a 30 all’ora
Resta però il segnale politico: anche nel centrosinistra emergono dubbi sull’efficacia di un modello imposto in modo uniforme. E mentre Bologna riparte con la sua “Città 30”, il confronto – dentro e fuori il Pd – è tutt’altro che chiuso.
Più lenti? Più incidenti e più inquinamento
Anche gli studi di settore contraddicono la tesi che la città a 30 all’ora migliori la qualità della vita urbana. Come ricostruisce Libero, nel 2023 il MIT Senseable City Lab (Massachusetts Institute of Technology di Boston) mostrò come a Milano nelle prime sette settimane di quell’anno, analizzando 3,4 milioni di viaggi, la velocità media fosse già sotto i 30 km/h.
Ancora più clamoroso l’effetto sul fronte inquinamento. La riduzione della velocità portava all’aumento delle emissioni di monossido di carbonio (CO), di anidride carbonica (CO2) in salita del 1,5%, di ossidi di azoto (NOx) e di particolato (PM) impennato del 2,7%.
A Bologna, i dati del 2024 anno di implementazione di Città 30 – hanno sì registrato solo 11 persone decedute (numero minimo dal 2013 con 9), ma anche 1.946 persone coinvolte in incidenti, più che nel 2021 (1.919), nel 2019 (1.945) e nel 2015 (1.872).
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