Orrido ricatto
Qualcuno avverta Albanese e compagni: “Hamas ricatta le donne di Gaza, sesso in cambio di cibo”
+ Seguici su Google DiscoverUna nuova atroce denuncia pende su Hamas, senza che i pro-Pal e le Albanese della situazione abbiano proferito parola: molte donne della Striscia di Gaza sono costrette a cedere ad abusi sessuali per avere cibo,
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, che cita video e interviste raccolte da Jusoor News, diverse donne a Gaza sarebbero state vittime di coercizione sessuale da parte di membri legati ad Hamas o a organizzazioni locali, spesso in cambio di aiuti umanitari, denaro o beni di prima necessità.
Testimonianze dal campo: “Costrette al silenzio”
Dopo le testimonianze già emerse sugli ostaggi israeliani, racconti raccolti sul campo, arrivano quindi le denunce di ricatti e sfruttamento sessuale ai danni di donne palestinesi vulnerabili, in un contesto aggravato dalla guerra e dalla crisi umanitaria.
Un abitante di Gaza, rimasto anonimo per motivi di sicurezza, ha raccontato al Daily Mail di aver scoperto una vedova sfollata molestata all’interno di una tenda da membri delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Dopo aver segnalato l’accaduto ai vertici, gli sarebbe stato imposto il silenzio.
Un’altra testimonianza parla di ricatti espliciti: una donna sarebbe stata costretta a spogliarsi in cambio di un pacco alimentare o di circa cento shekel. Episodi simili, secondo più fonti locali, colpirebbero soprattutto vedove e donne senza sostegno economico.
“Sfruttano la disperazione”: il racconto di Noor
Tra le testimonianze più forti c’è quella di Noor (nome di fantasia), madre divorziata di quattro figli. La donna ha raccontato al Daily Mail di essersi rivolta a un’organizzazione benefica per ricevere aiuti, ma di aver subito molestie da un uomo che si presentava come figura religiosa.
L’uomo avrebbe inizialmente promesso assistenza, per poi avanzare richieste inappropriate e contatti insistenti. “Mi disse: ‘Non puoi denunciarmi, io sono il governo qui’”, ha riferito Noor, sottolineando il clima di paura che impedisce a molte vittime di parlare.
Dati ONU: aumento di matrimoni infantili e gravidanze
Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio di deterioramento delle condizioni sociali. Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) segnala un aumento significativo dei matrimoni precoci e delle gravidanze adolescenziali nella Striscia.
Secondo i dati riportati, almeno quattrocento ragazze tra i 14 e i 16 anni sono state registrate come sposate nei primi mesi del 2025. L’UNFPA sottolinea che il dato reale potrebbe essere molto più alto a causa della sottodenuncia e del collasso dei sistemi di registrazione.
“Stiamo assistendo allo smantellamento del futuro di una generazione”, ha dichiarato Nestor Owomuhangi, rappresentante dell’UNFPA per lo Stato di Palestina.
Le denunce raccolte da Associated Press
Anche Associated Press ha raccolto testimonianze analoghe. In un caso riportato nel 2025, una donna di 38 anni, madre di sei figli, ha raccontato di essere stata attirata con la promessa di aiuti e lavoro, per poi essere condotta in un appartamento e costretta a un rapporto sessuale.
Dopo l’episodio, la donna avrebbe ricevuto una piccola somma di denaro e alcuni beni, ma il lavoro promesso non si è mai concretizzato.
Un fenomeno diffuso e sommerso
Secondo operatori locali e giornalisti di Jusoor News, i casi sarebbero “molto diffusi” e difficili da denunciare. Le vittime, spesso isolate e senza mezzi, temono ritorsioni e stigma sociale.
Le testimonianze, per quanto difficili da verificare in modo indipendente in un contesto di guerra, sollevano nuove preoccupazioni sul rispetto dei diritti umani a Gaza e sulla condizione delle donne intrappolate nel conflitto.
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