Parla Rosy Mattei
Piano Mattei, l’altolà della nipote alla diffida sul nome: «Dovremmo essere entusiasti. L’iniziativa di mio fratello pura follia»
+ Seguici su Google Discover«Dovremmo essere entusiasti, non fare cause, tantomeno denunce penali». Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell’Eni Enrico, prende le distanze dall’iniziativa del fratello Pietro, che ha inviato una diffida a Palazzo Chigi e si è detto anche pronto a intentare azioni legali contro l’utilizzo del nome dello zio per il “Piano Mattei”, l’iniziativa del governo italiano che sta rifondando le basi della cooperazione con l’Africa, fondandola su un rapporto paritario di sviluppo reciproco e che sta riscuotendo un crescente successo anche a livello internazionale.
Rosy Mattei difende l’intitolazione del Piano per l’Africa allo zio Enrico
Rosangela Mattei, intervistata dall’agenzia di stampa Adnkronos, oltre a chiarire che quella del fratello un’«iniziativa personale», l’ha definita «pura follia». Rosangela, detta Rosy, 77 anni, è la fondatrice del Museo Mattei di Matelica, allestito nel palazzo di famiglia dove custodisce foto, cimeli e documenti dello zio. «Da quando ho 13 anni mi dedico alla tutela della sua memoria, mio fratello Pietro non se n’è mai occupato», ha spiegato, aggiungendo che «non voglio prendermela con lui, ognuno segue la sua strada, ma davvero non capisco cosa c’entri la guerra in Palestina con la memoria di Enrico Mattei».
«Non dobbiamo distruggere l’Italia»
Secondo Rosy Mattei, il fratello «ha mischiato tutti, la Meloni, il Medio Oriente, i rapporti con gli Stati Uniti… ma dove portano queste cose? Da nessuna parte. Se non ti piace come si muove il governo, ci mancherebbe, ognuno può criticare, ci sono stati tanti governi che hanno sbagliato. Ma presentare una causa civile e una denuncia penale, che senso ha?». Forse, ha aggiunto, «per raggiungere uno scopo, per avere visibilità». «Siamo in un momento in cui stiamo andando proprio male e io mi metto a parlare male del governo? Eh no. Se no – ha avvertito Rosy Mattei – non sarei la nipote di Enrico Mattei. Non dobbiamo distruggere l’Italia».
L’altolà di Rosy alle diffide del fratello Pietro
Quanto alla causa, Rosangela Mattei è certa che si tratti di un’iniziativa che non può avere alcun seguito perché «se tutta la famiglia dovesse opporsi all’uso del nome, allora potrebbe avere titolo ad agire, sennò non c’è nessuna strada per farlo». E lei si mostra tutt’altro che intenzionata ad ostacolare l’utilizzo del nome dello zio, che rappresenta un riconoscimento della straordinarietà della sua visione e della sua azione. «Nessuno è come Enrico Mattei, ma pochi l’hanno capito. La sinistra non l’aveva capito, e lo dico io che sono presidente femminile dell’Associazione partigiani cristiani. Per lo meno – ha concluso Rosy Mattei – la Meloni ha avuto qualcuno che ha detto: usiamo il nome di Mattei per andare in Africa, perché è un continente cruciale per il nostro futuro».
Ultima notizia
Chi ha paura delle penne nere?
A Genova funzionaria della Procura (Avs) spara a zero sul raduno degli alpini. “Sporcano, bevono e fanno casino”
Senza categoria - di Eugenio Battisti