Solidarietà degli antagonisti
Perquisizioni a casa dei Carc a Napoli e Firenze: eversione e terrorismo. Tra gli estremisti anche un minore
+ Seguici su Google DiscoverLe ipotesi di reato sono molto pesanti e confermano la pericolosità del partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo in odore di eversione. A Napoli e Firenze è scattata la retata con perquisizione nelle case di 6 militanti dei Carc. Cinque residenti nel capoluogo campano e uno nel capoluogo toscano. Dopo anni di indagini sul partito di estrema sinistra che pratica apertamente la teoria del sovvertimento dello Stato e si rifà alle Brigate Rosse, è scattata l’iniziativa della procura. Le accuse vanno da associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine pubblico all’apologia dei delitti di terrorismo. Tra i perquisiti anche un minorenne.
Perquisizioni a casa di esponenti dei Carc
Gli accertamenti riguardano, tra gli altri, tre componenti della direzione del Partito dei resistenti per il Comunismo (Paolo Babini, Igor Papaleo, Marco Coppola) e un minorenne. Anche per lui l’accusa di fare parte di un’associazione finalizzata alla commissione di atti di violenza di carattere terroristico ispirata alle Brigate Rosse e alle Nuove Brigate Rosse. Contestata anche l’aggravante di avere indotto un minorenne a commettere questa tipologia di reato. Alcuni degli indagati sono stati portati in Questura per gli interrogatori di rito.
Accusati di eversione e terrorismo. Tra i militanti anche un minorenne
Atto di prassi che, neanche a dirlo, per i nostalgici delle Br diventano “forme di intimidazione che la polizia politica riserva ai più giovani militanti per spaventarli”. La rete antagonista si è subito mobilitata in segno di solidarietà con i compagni di viaggio dei Carc. Alcuni si sarebbero organizzati per raggiungere la questura dove si stanno svolgendo gli interrogatori. Scontata la reazione scandalizzata dei bravi ragazzi dei Car che gridano alla persecuzione e allo Stato di Polizia.
La solidarietà della rete antagonista e pro Pal
“Denunciamo il tentativo di colpire il P.Carc con un’evidente e provocatoria montatura giudiziaria che combina i vecchi arnesi delle procure forcaiole e anticomuniste (270 bis) con le moderne perversioni repressive tipo “reato della parola” e propaganda terroristica a mezzo social”, scrivono dal Carc. Il messaggio minaccioso continua “Quanto più il loro tentativo cade nel vuoto, tanto più la lotta contro il governo Meloni, il sistema delle Larghe Intese e le loro autorità giudiziarie si sviluppa e si rafforza”.
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