L'ex presidente viola
‘Ndrangheta, l’intercettazione: “Rocco Commisso sostenne il clan Albanese”, la Fiorentina querela
Nell'inchiesta Risiko della Dda di Reggio Calabria viene tirato in ballo il nome dell'imprenditore deceduto lo scorso gennaio
+ Seguici su Google DiscoverL’inchiesta Risiko, guidata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e sfociata nell’ordinanza emessa dal Gip della stessa città, coinvolge anche Rocco Commisso, il defunto ex presidente della Fiorentina, calabrese di nascita prima di emigrare negli Stati Uniti. Un’intercettazione rivela di un appoggio dato da Commisso a un clan ndranghetistico. Ipotesi che la Fiorentina, oggi di proprietà degli eredi dell’imprenditore, respinge con sdegno annunciando querele.
L’intercettazione
Tra gli elementi più rilevanti dell’inchiesta figura il presunto sostegno economico destinato alle cosche di Marina di Gioiosa Jonica da parte di Rocco Benito Commisso, imprenditore italo-americano recentemente scomparso ed ex presidente della Fiorentina. In un’informativa dei Ros acquisita agli atti viene richiamata una conversazione intercettata il 14 luglio 2025 all’interno di un bar di Siderno. In quell’occasione, Frank Albanese, boss dell’omonima famiglia, – riprendendo una battuta di un interlocutore – avrebbe affermato, secondo gli investigatori, che “Rocco Benito Commisso aveva finanziato l’associazione non a Siderno, ma a Marina di Gioiosa Jonica, suo luogo d’origine, versando un milione di euro”.
Nell’intercettazione si fa anche riferimento alla liquidità accumulata da Benito Rocco Commisso che, secondo i conversanti, avrebbe avuto “un patrimonio di “6 miliardi” di dollari”.
È prendendo spunto dalla questa battuta Frank Albanese dice che il defunto presidente della Fiorentina “aveva finanziato l’associazione non a Siderno, ma a Marina di Gioiosa lonica, suo luogo di origine. versando un milione di euro”. “Ма lui a Gioiosa Marina – è la frase riportata nell’informativa – gli ha lasciato qualche due milioni all’epoca! [. . . ] Gli ha lasciato un milione di euro!”. Commisso non è mai stato indagato per presunti rapporti con i clan della Locride e, almeno stando a quanto riportato nell’atto, non emergerebbero altri riscontri oltre alle frasi pronunciate da Albanese.
Lo sdegno della Fiorentina: “Quereliamo”
La Fiorentina fa sapere che si tratta di «accuse diffamatorie e del tutto prive di fondamento probatorio». Una posizione durissima sulla vicenda, quella della società: “Fiorentina e Giuseppe B. Commisso hanno già conferito mandato ai propri legali affinché intraprendano ogni azione necessaria a tutela della memoria e della reputazione del compianto Presidente Rocco B. Commisso”, si legge in una nota del club viola. “Per tutta la vita, Rocco B. Commisso si è opposto agli stereotipi che associano erroneamente gli italo-americani alla criminalità organizzata. Ha lavorato per anni all’interno della comunità italo-americana per promuoverne la reale immagine e per respingere questi pregiudizi falsi e profondamente dannosi. I suoi successi sono stati ampiamente riconosciuti”, continua il comunicato stampa della Fiorentina.
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