Risultati concreti
Migranti, nel 2026 sbarchi calati di un altro 40% e rimpatri arrivati al 35%: i numeri verità sulle politiche del governo
I dati confermano l'efficacia dell'azione di governo contro l'immigrazione illegale. Oggi duro colpo ai trafficanti della rotta balcanica: 9 arresti nell'ambito di Eu4Fast
Il 40% di sbarchi in meno rispetto allo scorso anno e un aumento dei rimpatri, arrivati dall’inizio dell’anno al 35% degli arrivi. Numeri che certificano l’efficacia delle politiche di contrasto all’immigrazione clandestina messe in campo dal governo, che si inseriscono in un trend avviano con l’inizio del mandato e che, ha sottolineato la deputata e responsabile del Dipartimento immigrazione di FdI Sara Kelany, «continuano a smontare senza appello la propaganda della sinistra».
Nel 2026 meno 40% di sbarchi e rimpatri al 35%
«Alla data di oggi, 27 aprile 2026, si registra un 40% in meno degli sbarchi rispetto allo stesso periodo del 2025: un crollo che si somma a quello già registrato nel 2025 rispetto al 2024. I rimpatri, in aumento costante rispetto al 2022, anno in cui si è insediato il governo Meloni, sono arrivati a oltre 6.700 nel 2025, con un tasso del 10% sul numero dei migranti sbarcati», ha sottolineato Kelany, chiarendo che «questo rapporto arriva addirittura al 35% in questi primi mesi del 2026».
Il paragone tra il governo Meloni e i governi di sinistra
«Per avere un metro di paragone – ha proseguito Kelany – all’epoca del sedicente “campione di rimpatri” Matteo Renzi, il tasso di rimpatri per migranti sbarcati si fermava al 4,6%. Con gli altri governi a trazione Pd-M5S, Conte II e Draghi, la percentuale era attorno al 6%». «Grazie alla stretta sull’immigrazione illegale, agli accordi con i Paesi di origine e alle soluzioni innovative messe in campo da questo governo, come l’accordo Italia-Albania – ha aggiunto la deputata di FdI – stiamo recuperando ai disastri del passato riducendo al minimo il numero degli sbarchi. Con la prossima entrata in vigore del Patto migrazione e asilo, che l’Italia ha contribuito a definire, continueremo a difendere i confini italiani con ancora più efficacia dall’immigrazione irregolare e incontrollata che mette a rischio la sicurezza e i diritti dei cittadini».
Il colpo ai trafficanti della rotta balcanica
Rientra in questa strategia che dal livello internazionale investe quello europeo e si estende a specifici accordi come quello con l’Albania, anche il progetto Eu4Fast, un dispositivo interforze del ministero dell’Interno composto da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, che opera stabilmente nei Balcani occidentali a supporto delle autorità locali, nell’ambito del quale in queste ore è stato assestato un importante colpo ai trafficanti di uomini sulla rotta balcanica con 9 arresti tra Bosnia ed Erzegovina e Croazia.
Il progetto “Eu4Fast”
Gli arresti sono stati compiuti dalle autorità bosniache con il «determinante contributo dell’Italia attraverso il progetto Eu4Fast», ha sottolineato la deputata di FdI Nicole Matteoni, segretario provinciale del partito a Trieste. «Questo – ha aggiunto – è un impegno internazionale concreto del governo Meloni, mirato a tutelare il confine orientale, in particolare la nostra Trieste, porta d’ingresso del nostro Paese lungo la rotta balcanica». «Chi traffica in esseri umani deve sapere che l’Italia è presente e non si gira dall’altra parte. Per questo motivo ringrazio il ministro Matteo Piantedosi e tutte le forze dell’ordine coinvolte. FdI sarà sempre vigile affinché i confini siano costantemente monitorati».