Missione Tirana
Migranti in Albania, la verità di Gjader: centro funzionante e 536 profili pericolosi passati da lì. Meloni e FdI smascherano le bugie della sinistra
+ Seguici su Google DiscoverLo aveva detto la premier. Lo ribadiscono oggi i membri della delegazione di FdI dei centri in Albania: funzioneranno. E funzionano. Migranti, accoglienza e rimpatri: siamo alle solite, ma in pochi lo dicono. Così, mentre le opposizioni continuano a sperare nel fallimento dell’Italia sul fronte del controllo dei flussi, la realtà dei fatti demolisce l’ennesima impalcatura ideologica della sinistra. A partire dal centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Gjader, in Albania, che non solo è operativo, ma è pieno e perfettamente funzionante. Esattamente come annunciato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Migranti e centri in Albania, numeri contro narrazioni dem: 536 profili pericolosi
A confermare l’efficacia della struttura è stata una delegazione di Fratelli d’Italia in missione a Tirana al termine della visita di oggi. Una missione di verifica che ha confermato la funzionalità del centro all’interno del quale sono transitate 536 persone con profili di altissima pericolosità sociale, molti dei quali sono stati rimpatriati. Del resto, anche i numeri parlano chiaro: sono già 536 le persone transitate nel centro, soggetti caratterizzati da profili di altissima pericolosità sociale. Per molti di questi, la procedura si è già conclusa con il rimpatrio forzato, sottraendo alle nostre strade individui che rappresentavano una minaccia per la sicurezza pubblica.
Migranti in Albania: «Cpr Gjader pieno e funzionante. Smentita falsa narrazione delle sinistre»
A quel punto, la delegazione di FdI ha ringraziato le Forze dell’Ordine e gli operatori sociali e sanitari per l’attività svolta. È stato altresì verificato che il centro per l’espletamento per le procedure accelerate di frontiera è già pronto per entrare in funzione non appena sarà in vigore il nuovo patto per la migrazione e l’asilo. Tanto che la delegazione di FdI lo assevera in una comunicazione affidata a una nota che fa sapere – come ribadito non solo Sara Kelany nei giorni scorsi, ma dallo stesso Brunner, in generale –: «È così smentita l’ennesima falsa narrazione delle sinistre sul mancato funzionamento della struttura che al contrario si presenta come un modello per l’Europa», concludono i parlamentari di FdI.
Un modello per l’Europa
Insomma, l’ispezione ha verificato che l’area destinata alle procedure accelerate di frontiera è pronta a scattare non appena entrerà in vigore il nuovo Patto europeo per la migrazione e l’asilo. Gjader non è dunque un “deserto”, come vorrebbe far credere certa stampa progressista. Ma un avamposto di legalità che il mondo ci invidia e l’Europa prende a esempio e prototipo da replicare. Allora, come sottolineato dal vicecapogruppo di Fdl alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, difendere questo modello significa difendere i confini nazionali, dopo che le politiche del governo Meloni hanno già portato a una riduzione degli sbarchi superiore al 70%.
Montaruli (Fdl): «Delegazione Fdl a Tirana, difendiamo modello Albania su immigrazione»
Per l’esattezza, chiarisce Montaruli: «Mentre la sinistra vuole smantellare il modello Albania del governo Meloni, Fratelli d’Italia e qui per difenderlo e per continuare quella lotta all’immigrazione clandestina che ha già portato a una riduzione di oltre il 70% degli sbarchi».
Migranti in Albania, Kelany: «Norma rimpatri, potrà essere modificata in base a necessità tecniche»
Non solo. Per Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia, la norma sugli incentivi ai rimpatri che prevede compensi agli avvocati, «nella sua cornice più generale è una normativa coerente». E, per i legali, rappresenta «un quid pluris, non un quid minus». L’ha detto a Gjader al termine della visita al centro per i rimpatri, in Albania, insieme a una delegazione del suo partito, e alla domanda dell’Ansa, su eventuali cambiamenti alla norma al centro di polemiche, ha anche aggiunto: «È una normativa di principio che potrà essere modificata in base alle necessità tecniche».
Paga lo Stato, quindi…
Peraltro, a difesa della novità, Sara Kelany ha ricordato che «per i ricorsi giurisdizionali esiste il gratuito patrocinio. Quindi l’avvocato dello Stato viene pagato nel momento che assiste un migrante che non è capiente economicamente. E quindi lo Stato lo paga. Per l’attività stragiudiziale, ossia quella che serve di consulenza per accedere alle procedure di rimpatri volontari assistiti, se un migrante ha necessità, l’avvocato non ha un compenso, perché lo Stato ha previsto una sorta di gratuito patrocino per un’attività stragiudiziale. Quindi io ritengo che sia un quid pluris, non un quid minus». E sulla questione non serve davvero aggiungere altro…
Migranti, visita FdI in Albania, Kelany: «82 persone su 96 di capienza, altro che cattedrale nel deserto»
E ancora. Al momento «ci sono 82 persone e la capienza è di circa 96. Il centro, parliamo del Cpr, è sostanzialmente a pieno regime. La sinistra da mesi ripete che il centro è vuoto: ecco è una cosa assolutamente falsa. Noi smentiamo la narrazione della sinistra. Hanno parlato di cattedrale nel deserto. Ecco questa è tutt’altro che una cattedrale nel deserto, ma un centro funzionante e funzionale». Sara Kelany, deputata FdI, nel suo bilancio della visita di oggi con l’Adnkronos snocciola i numeri . «Dall’inizio dell’attivazione del Cpr sono transitati di là circa 536 migranti irregolari per il rimpatrio. Alcuni sono stati rimpatriati. Altri hanno ritirato la domanda d’asilo e sono stati rimessi a piede libero. Tutti hanno tantissimi profili di pericolosità sociale».
Migranti in Albania, Kelany: «82 persone su 96 di capienza, Cpr Gjader a pieno regime»
Puntualizzando: «Più precisamente circa in 200 hanno ritirato la domanda di asilo, quindi è stata dichiarata la mancata convalida del trattenimento. Mentre per circa 83 il rimpatrio è andato a buon fine». Dunque, Kelany parla di una «situazione molto serena» all’interno del centro. Di più: «Molto operativa, estremamente funzionale. Abbiamo trovato anche un ottimo centro di assistenza medica, con operatori sanitari». Ma non è ancora tutto. Perché Kelany replica poi all’opposizione che parla di enorme spreco di risorse, arrivando a fare un conto di oltre 300mila euro a migrante. «È falso. I centri costano 650 milioni per cinque anni. Vuol dire che costano circa 180 milioni all’anno: una cifra infinitesimale per un progetto pilota che è guardato con interesse da tutta Europa».
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