Allarme in spiaggia
La tartaruga azzannatrice e lo squalo Mako si aggirano nei mari italiani: fobie dei bagnanti o pericolo reale?
+ Seguici su Google DiscoverSarà un’estate minacciosa per i bagnanti italiani e per i turisti stranieri che prenderanno d’assalto le spiagge del nostro Paese? Assolutamente no, anzi, i numeri sono già confortanti e anche i dati sulla balneabilità delle acque. Eppure negli utimi giorni si è diffuso qualche segnale di allarme, causato dall’avvistamento di esemplari di tartaruga azzannatrice e squali potenzialmente pericolosi. Ma è davvero il caso di preoccuparsi?
Tartarughe azzannatrici nel Lazio e squali Mako anche in Puglia
Nel Lazio, ieri, i primi bagnanti di stagione hanno lanciato l’allarme. A Torre Flavia, nel comune di Ladispoli, il ritrovamento di un esemplare di tartaruga azzannatrice ha creato un po’ di inquietudine. Con la sua coda seghettata, il collo lungo e i suoi quasi 15 chili, l’esemplare di Chelydra serpentina non è il primo a essere ritrovato in zona. “Sono animali esotici originari del Nord America che in passato in Italia si potevano trovare in mostre espositive”, spiega all’Adnkronos il Maggiore Matteo Brovelli, Comandante della Sezione Operativa Centrale Carabinieri Cites, che controlla il commercio di specie protette. La specie è considerata tra le tartarughe più temibili al mondo. “Queste specie sono considerate pericolose per l’uomo e per l’incolumità pubblica, pertanto i privati cittadini non possono detenerle”, conferma il Maggiore Brovelli. Il collo lungo ed elastico della tartaruga è infatti utilizzato per mordere le prede con attacchi veloci e brutali. “Può arrivare a staccare un dito a un essere umano”, sottolinea il Comandante della sezione Cites.
Dal momento che non si tratta del primo ritrovamento, l’ipotesi è che gli esemplari si siano riprodotti nella zona umida creando una prima generazione in Italia della specie esotica. “Al momento non abbiamo un dato certo che avvalori questa tesi. Gli esemplari trovati avevano varie dimensioni, quindi non possiamo escludere che ci sia una certa una parentela tra loro, però solo le analisi genetiche lo potranno confermare”, sottolinea Brovelli. Tutti gli esemplari sono al momento sotto sequestro e sono stati portati nel Centro Carabinieri Biodiversità di Fogliano (Latina) per le analisi. “Rimarranno lì e non verranno rimessi in natura dato che si tratta di specie invasive e pericolose sia per l’uomo che per la fauna locale”, spiega.
Due squali sono invece stati avvistati in poche ore in Puglia e a Terracina, nel Lazio. Una delle due segnalazioni arriva dalle acque al largo di Gallipoli, dove un esemplare adulto di squalo Mako, che presentava una ferita superficiale, si è avvicinato a un natante arrivando a urtarne lo scafo. “Mamma mia quanto è, occhio che è enorme”, dicono due diportisti in un video postato sui social. Lo squalo si aggira per qualche secondo attorno alla piccola barca, sembra minaccioso, ma poi se ne va.
“Non c’è nessun tipo di rischio per la balneazione né per il turismo” ha detto all’Adnkronos Umberto Scacco, ricercatore Ispra, esperto di pesci cartilaginei, parlando in particolare di quanto accaduto a Gallipoli, dove alcuni diportisti che hanno segnalato la presenza di un esemplare che ha urtato la loro imbarcazione. Il tutto documentato in un video poi condiviso sui social.
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