Dopo la tragedia la beffa
La Svizzera chiede all’Italia 100mila euro di rimborso per le spese mediche di tre ragazzi. L’ambasciatore: “Non paghiamo”. L’ira di Meloni
Oltre alla tragedia la beffa per le vittime della strage di Crans-Montana di capodanno. La mutua svizzera chiede all’Italia il rimborso di 100 mila franchi (108 mila euro circa) delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale elvetico di Sion per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation. C’è da non crederci ma purtroppo è tutto vero. L’insolente richiesta del servizio sanitario svizzero è emersa dall’incontro tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard. Il quale sostiene di non aver margini normativi per farsi carico delle spese. L’Italia non ci sta. E, come già anticipato dal nostro diplomatico, non intende tirare fuori nemmeno un euro.
Crans Montana, la Svizzera chiede all’Italia 100mila euro di rimborsi medici
“L’Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso. L’Italia – ha chiarito Cornado – si è fatta carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all’Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia. C’è un principio di reciprocità che va rispettato”. Alcune avvisaglie delle pretese svizzere si erano avute qualche giorno fa. Quando era circolata la notizia che tre famiglie di ragazzi feriti nel rogo del locale di proprietà dei coniugi Moretti avevano ricevuto fatture stellari da parte dell’ospedale di Sion. In particolare alla famiglia di Manfredi Marcucci, 16enne romano rimasto gravemente ferito con altri 18 connazionali nel rogo, era arrivato il conto di 75 mila euro per un ricovero in terapia intensiva di appena 15 ore prima di essere trasferito al Niguarda di Milano. Episodio stigmatizzato duramente anche dalla premier Giorgia Meloni che ha parlato di “ultima vergogna” e di “burocrazia disumana”. Apprese le ultime novità da Cipro è tornata sul tema con un post. “Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata”.
L’ambasciatore: non pagheremo le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana
Nel documento si sottolineava che si trattava di una comunicazione informativa e che la cifra non era da saldare. L’importo non dovrà essere pagato, viene specificato, ma restano molti dubbi non solo contabili ma di opportunità. Era proprio necessario? Una brutta storia tanto che l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, si era precipitato a derubricare a ‘disguido’ il fattaccio. “Non sarebbe dovuto succedere, ma non c’è stata malafede. Non pagheranno nulla né i pazienti, né i loro familiari”, aveva detto. Meno puntuale sull’ipotesi che lo Stato italiano dovesse farsi carico delle spese mediche. “Di questo aspetto si occupano le centrali di competenza nazionale che stabiliscono chi deve prendere in carico le prestazioni. L’Italia ha ribadito che le spese devono essere a carico delle autorità svizzere. E mi aspetto che nel corso dell’interlocuzione tra le autorità competenti si possa arrivare a un accordo su questo”. Accordo che finora non si è trovato. Tutt’altro.
Le fatture monstre recapitate alle famiglie di tre ragazzi feriti
Già alla notizia delle fatture recapitate ai familiari l’ambasciatore italiano a Berna aveva chiarito che i conti sanitari, come da accordi presi all’indomani della strage, dovevano essere saldati per intero dal Canton Vallese, responsabile sul territorio di Crans Montana. E aveva ‘dato appuntamento’ al 24 aprile giorno dell’incontro con i vertici del Canton Vallese.