Memoria condivisa
La Russa, l’invito alla pacificazione: “Per il 25 aprile rifarei l’omaggio ai partigiani e ai caduti di Salò”
Il presidente del Senato ricorda anche quando da ministro andò più volte, privatamente, a rendere omaggio ai partigiani
+ Seguici su Google Discover“Celebrare nel giorno della Liberazione dal nazifascismo sia i partigiani che i fascisti della Repubblica di Salò? “Lo rifarei“. Il presidente del Senato Ignazio La Russa torna a parlare del 25 aprile, invocando una ‘livella’ tra i morti dei fronti opposti in nome della “pacificazione” nazionale. 30 anni dopo il bellissimo discorso dell’allora presidente della Camera, Luciano Violante, comunista, che invitava a una pacificazione senza per questo venire meno alle ragioni della libertà conquistata.
“Il mio omaggio ai partigiani da sempre “
“Quando ero ministro della Difesa – sottolinea La Russa a margine del Salone del mobile di Milano – nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo rispetto. Non faceva parte di un obbligo – ha spiegato – portai una corona e poi andai al Campo X dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana. Ci andai in forma privata, perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione che almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita mi sembra doverosa. E lo rifarei”.
Il discorso di Violante
Durante il suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera il 10 maggio 1996, Luciano Violante pronunciò parole che segnarono una svolta nel dibattito sulla memoria nazionale e sulla Resistenza. Violante invitò a riflettere non solo sulle ragioni dei vincitori (i partigiani), ma anche su quelle dei vinti, definendo appunto “ragazzi di Salò” i giovani che avevano scelto di combattere per la Repubblica Sociale Italiana (RSI).
Violante sostenne che molti di quei giovani avevano aderito a Salò in buona fede, mossi da un senso dell’onore o influenzati dall’educazione ricevuta, e che era necessario comprendere le loro motivazioni personali senza però equiparare i valori politici delle due parti.
Il cuoco di Salò
Un discorso che coincise proprio in quegli anni con il capolavoro di Francesco De Gregori, “Il cuoco di Salò”. Una canzone nella quale il cantautore parla dei ragazzini che aderirono alla Rsi spinti dall’amore per la patria. “Dalla parte sbagliata si muore”, recita la canzone.
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