La realtà virtuale
Il videogioco macabro che spopola tra i ragazzini americani: “Come sopravvivere sull’isola di Epstein”
In pochi giorni migliaia di visualizzazioni su una storia che simula lo scandalo pedopornografico
+ Seguici su Google DiscoverUn nuovo videogioco sta spopolando tra i giovani americani e, al contempo, causando preoccupazione nelle famiglie e a scuola. Si chiama Five Nights at Epstein’s e l’obiettivo è sopravvivere indenni per cinque notti sull’isola degli orrori del finanziere pedofilo. I giocatori fingono di essere vittime di aggressione sessuale, rimanendo intrappolate sul famigerato atollo privato nei Caraibi del finanziere e per vincere devono riuscire a evitare il mostro e i suoi abusi sorvegliando le telecamere di sicurezza.
Il modello è Five Nights at Freddy’s, un gioco di sopravvivenza che ha avuto diverse versione come Five Nights at Diddy’s, in riferimento al rapper Sean Combs, condannato per reati legati alla prostituzione.
In due settimane migliaia di visualizzazioni
In meno di due settimane il videogame è stato scaricato decine di migliaia di volte sui social sono iniziati a circolare clip di studenti che ci giocano a scuola. La preoccupazione di genitori e insegnanti è che i ragazzi non comprendano a pieno la gravità dei crimini commessi da Epstein e siano invece distratti dalla dimensione ludica.
Il videogioco che si duplica
Il giocatore deve sopravvivere per cinque notti all’interno della residenza di Jeffrey Epstein, cercando di sfuggire a figure minacciose che richiamano il finanziere pedofilo. Ma non si tratta dell’unico videogioco sulla triste storia di pedofilia americana. C’è un gioco rilasciato sulla piattaforma Steam che punta su una satira molto cruda e violenta. Ambientato su “Epstein Island”, il giocatore deve dare la caccia a parodie di personaggi famosi (con nomi storpiati come Ball Gates o Leo Cabrio) per ottenere dei file segreti e arrivare allo scontro finale con Epstein. Estremamente provocatorio, è stato descritto dalla stampa specializzata come un titolo che cavalca l’onda del “black humor” e delle teorie del complotto. Come se la realtà, quella cruda e vera che riguarda realmente tante ragazzine, diventasse virtuale.
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