Cosa c'è dietro
Il trucco di Rocco: Casalino candidato a Ceglie per avere un seggio in Parlamento col M5s
La mossa è tutt’altro che casuale. Dietro la discesa in campo di Rocco Casalino alle Comunali di Ceglie Messapica non c’è un ritorno alle radici, ma una strategia studiata a tavolino, per rispettare formalmente il regolamento interno del Movimento 5 Stelle. Quella che può sembrare una candidatura locale, infatti, ha il sapore di un passaggio obbligato verso obiettivi ben più ambiziosi: il Parlamento.
L’ex portavoce di Giuseppe Conte – padre di slogan come “avvocato del popolo” e “abolizione della povertà” – ha deciso di candidarsi nel Comune in provincia di Brindisi, che negli ultimi anni ha frequentato davvero poco.
Dietro il ritorno alle origini una tattica per eludere il Codice etico
A spiegare la strategia è il Codice etico del M5S, aggiornato nel giugno scorso: per candidarsi a Parlamento, Europee o Regionali è necessario infattu aver partecipato prima a un’elezione locale, ottenendo un numero di preferenze almeno pari alla media della lista. Tradotto: senza passare da una candidatura comunale, niente corsa nazionale.
Ecco perché Casalino ha scelto di “partire dal basso”, candidandosi nella lista “Uniti si cambia”, un contenitore civico vicino al centrosinistra con la presenza di esponenti pentastellati. Una mossa tecnica, ma decisiva per costruire i requisiti necessari a un futuro salto di qualità.
Una candidatura di servizio? No, un trampolino per le politiche
Ufficialmente, Casalino parla di impegno civico e di necessità di contrastare la crescita della destra: “È un momento storico in cui non si può restare neutrali”, ha dichiarato. In realtà, dietro le parole, chi conosce bene l’ex portavoce di Conte, non ha dubbi: la candidatura parlamentare è più di una possibilità, è una prospettiva concreta. Del resto, alla domanda diretta, lui stesso ha risposto con uno speranzoso “Vedremo”.
Il rapporto complicato con Ceglie Messapica
La scelta di Ceglie Messapica non è priva di ombre. In paese, infatti, il rapporto con Casalino è da sempre altalenante. In molti ricordano ancora la sua partecipazione al Grande Fratello, quando dichiarò di provenire da Ostuni, “dimenticando” il paese in cui era cresciuto. Un episodio che, a distanza di oltre vent’anni, continua a pesare.
Oggi Casalino torna, ma da candidato. Anche se i legami con il territorio appaiono limitati: in paese abitano ancora la madre e la sorella, mentre la sua presenza è stata finora sporadica, soprattutto durante le vacanze o eventi politici con Conte. Casalino abita a Roma, in un attico a piazza del Popolo e se deve andare al mare preferisce le spiagge della Florida, come emerso da diverse cronache.
Un passaggio obbligato, non un punto di arrivo
Insomma, a Ceglie davvero pochi credono che questa sia una scelta definitiva. L’idea più diffusa è che si tratti di una tappa intermedia, una “parentesi strategica” per aprirsi la strada verso Roma o Bruxelles. Anche alcuni dettagli alimentano i dubbi: Casalino non ha citato nemmeno la candidata sindaca Agata Scarafilo nel suo annuncio ufficiale, segnale di un coinvolgimento politico ancora tiepido sul piano locale.
Una mossa astuta
In definitiva, quella di Casalino è una mossa lucida e calcolata: sfruttare le regole interne del Movimento per costruirsi un percorso verso il Parlamento, passando da una candidatura comunale apparentemente “di servizio”. Sempre che gli elettori di Ceglie gli diano i consensi minimi previsti dal codice etico del M5s.