Alto livello di vigilanza
Kallas avverte l’Europa: “Mosca pianifica nuovi sabotaggi e attacchi contro le nostre democrazie”. L’Ue studia un protocollo d’emergenza
“Le informazioni di intelligence indicano che la Russia pianifica ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le nostre democrazie per dividere e intimidire le nostre società, scoraggiandole dal sostenere l’Ucraina. Dobbiamo comunque mantenere alta la vigilanza”. L’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas non fa giri di parole ed entrando alla riunione dei ministri della Difesa dell’Ue in corso a Bruxelles ha risposto alla stampa, dopo le notizie dei giorni scorsi sui tentativi di attacco da parte di Mosca a diversi Stati europei.
Si rafforza la resilienza europea
L’Alta rappresentante ha riconosciuto di fronte ai media dei “progressi” nel rafforzamento della resilienza europea: “gli Stati membri spendono complessivamente il 2,2% del Pil per la difesa, e questo funge da deterrente”, osserva. Tuttavia, occorre tenere conto della minaccia russa ed “essere in grado di reagire preventivamente sulla base dei dati di intelligence prima che gli attacchi abbiano luogo”, ha aggiunto. Così sul tavolo del Consiglio affari esteri in formato difesa vi saranno anche gli attacchi ibridi nell’Ue e la strategia per la protezione delle frontiere, ha spiegato Kallas. “Proporremo anche un protocollo di emergenza per gestire tutto ciò che si colloca al di sotto della soglia dell’aggressione armata, definendo le modalità di intervento congiunto tra Commissione europea, Stati membri e Servizio europeo per l’azione esterna, oltre agli strumenti da impiegare a diversi livelli”: aggiunge, spiegando che la proposta verrà discussa dai partecipanti.
Ucraina: ora più sanzioni
Anche sulla strategia di tenere sul conflitto in Ucraina, Kaja Kallas sembra avere le idee chiare: occorre “aumentare la pressione” sulla Russia con ulteriori inserimenti nell’elenco Ue dei sanzionati, al fine di complesso militare-industriale e le finanze della Russia per fermare il conflitto. Stiamo esaminando tutte le proposte avanzate dagli Stati membri per verificare che si tratti di fascicoli solidi in grado di reggere a un eventuale vaglio giudiziario: per questo motivo la procedura richiede tempo”, ha ricordato. Ha invece definito “deplorevole” la decisione degli Stati membri di rimuovere alcuni oligarchi russi dalla lista, presa la scorsa settimana. Tuttavia “dobbiamo prenderne atto e concentrarci sull’aspetto positivo: 2.998 persone saranno sanzionate per tre anni e ora il meccanismo è invertito, quindi per rimuoverle serve il consenso di tutti, mentre la proroga non richiede più l’unanimità”.
Yemen: servono 10 navi per piena operatività Aspides
Infine la risposta anche a una domanda sullo Yemen. L’Alta rappresentante Ue agli Affari esteri ha spiegato che “Servono più assetti navali per rendere la missione Aspides pienamente operativa“, ricordando che quando l’operazione Ue a protezione dei mercantili nel Mar Rosso è stata istituita “era stato stabilito che dovesse disporre di almeno dieci navi. Al momento non disponiamo di questo contingente”.
“Il fabbisogno è più alto che mai: riceviamo numerose richieste di scorta per le navi e necessitiamo di mezzi adeguati a questo compito”, spiega Kallas. Al momento non vi sono impegni vincolanti da parte degli Stati per il rinforzo del contingente, “ma sto insistendo in tal senso: forse alcuni annunci arriveranno già oggi“, ha concluso Kallas.