Sondaggi clamorosi
Panico nel Pd, Conte cannibalizza la Schlein: meno 5 al sorpasso. M5S e Avs insieme sono già maggioranza a sinistra
Tu chiamale, se vuoi, sensazioni. Un vecchio marpione del giornalismo e della politica come Antonio Polito i sondaggi li mastica come fette di pizza Margherita, ma oggi c’è un boccone che proprio non digerisce: le ultime stime che danno il M5S al minimo distacco col Pd dal 2022 a questa parte, sotto il 5%, roba che neanche ai tempi di Letta e Grillo. “I numeri sono numeri, ma forse ancor di più contano le sensazioni…”.
La sintesi di Polito, che oggi sul “Corriere della Sera“ lancia un allarme devastante per chi ha a cuore le sorti del campo largo, è che l’avvocato del popolo si sta mangiando il principale partito del campo largo. “E’ il mattatore assoluto della scena politica a sinistra. In una parola, detta l’agenda. Al Partito democratico, che dopo averle inventate tentenna sulle primarie, dice ‘o primarie o morte’. A Elly Schlein, che ripete il mantra ‘prima il programma’, risponde presentando il suo programma mentre quello del Pd non c’è ancora, mettendola con le spalle al muro sui punti cruciali della politica estera, del riarmo, degli aiuti all’Ucraina”. Un “de profundis” giustificato dai numeri dei sondaggi: l’ultimo, quello di Pagnoncelli, parla di Pd al 19,5%, sotto la soglia-Letta, e M5S al 14,5%, stabile ma quanto basta per avvicinarsi. La deriva a sinistra, come hanno provato a spiegare riformisti del Pd, riuniti nei giorni scorsi a Prato, rischia di consegnare il partito ai paci-finti e ai patrimonialisti di Conte e Bonelli, col risultato di schiantarsi alle elezioni. La somma di Avs e M5S è già maggioranza nel campo largo.
“E pensare che Elly Schlein divenne segretaria del Pd grazie agli elettori dei Cinque Stelle”, commenta amaramente Polito. “Forse Elly Schlein dovrebbe scommettere di più sul suo partito, e un po’ meno sulla lealtà degli altri”. A sensazione? E’ un concetto ostico per chi è testardamente unitaria e anche, forse, testardamente perdente.
I sondaggi che fotografano il cannibalismo di Conte e del M5S sul Pd di Schlein
Il trend è chiaro, per chi ha l’occhio di falco politico. Il rapporto di forza tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle è cambiato sensibilmente negli ultimi due anni. Secondo l’ultimo sondaggio firmato da Nando Pagnoncelli e pubblicato dal Corriere della Sera, il Pd scende sotto la soglia del 20%, attestandosi al 19,5%, mentre il M5S rimane stabile al 14,5%. Il distacco tra le due forze si riduce così a 5 punti percentuali. Il dato assume maggiore rilievo se confrontato con quello del 2024. Nel giugno di quell’anno, secondo la Supermedia YouTrend/Agi, il Pd era al 23,8%, mentre il M5S si fermava al 10,3%: una distanza di 13,5 punti. Da allora il divario si è progressivamente ridotto. Nel settembre 2024 il Pd era al 23,2% e il M5S all’11,7%, con una distanza di 11,5 punti. Un anno dopo, nel settembre 2025, il rapporto era di 21,8% contro 13%, pari a 8,8 punti. A marzo 2026 la distanza era ancora di circa 8,7 punti. La parte più evidente del riavvicinamento si registra negli ultimi mesi. Il Pd ha continuato a perdere terreno, mentre il Movimento ha mantenuto o incrementato il proprio consenso. L’ultima rilevazione porta così il rapporto a 19,5% contro 14,5%. In termini puramente numerici, in poco più di due anni la distanza tra i due partiti è passata da 13,5 a 5 punti, riducendosi di 8,5 punti percentuali. Il dato centrale della rilevazione resta dunque quello del rapporto Pd-M5S: la distanza, che nel 2024 superava i tredici punti, oggi si è ridotta a cinque.
Sensazioni. Con qualche numero non proprio virtuale.