Solito refrain
Il 25 aprile dell’Anpi senza la brigata ebraica ma con gli arabi che furono amici di Hitler: la confusione regna sovrana
Esclusi ancora una volta gli eredi del popolo vittima della Shoah, mentre ci sono i rappresentanti di popoli che appoggiarono il nazismo
+ Seguici su Google DiscoverChe c’entra la tragedia di Gaza con il 25 aprile? E soprattutto che c’entra la brigata ebraica, che dovrebbe rappresentare il popolo sterminato dal genocidio nazista, esclusa dalle celebrazioni dell’Anpi a favore dei pro Pal che, invece, storicamente rappresentano (seppure indirettamente) popoli che fiancheggiarono la Germania nella Shoah? L’Anpi ci ricasca. Ed esclude gli ebrei dalle sue celebrazioni per la liberazione.
Un errore storico
Far pagare alla brigata ebraica gli errori di Netanyahu nel giorno della liberazione è ingiusto, illogico, assurdo. Cosi come mettere in mezzo ciò che accade in Palestina. Se il 25 aprile deve essere il giorno in cui si celebra la sconfitta del nazismo, i primi a dover essere invitati sarebbero gli ebrei di ogni nazionalità. Che invece l’Associazione partigiani ha bandito. Scegliendo i pro-Pal. Cioè quelli che sostengono la causa palestinese. Ma anche qui l’errore è evidente.
Gli arabi che fiancheggiarono Hitler
Gli arabi fiancheggiarono il nazionalsocialismo proprio per la sua visione antisemita. Amin al-Husseini (Gran Muftì di Gerusalemme), fu il principale fautore dell’alleanza. Incontrò Hitler nel novembre 1941 per proporre una cooperazione basata sui nemici comuni: l’Impero britannico e gli ebrei. Husseini visse a Berlino durante la guerra, curando trasmissioni radiofoniche di propaganda antisemita rivolte al mondo arabo. Rashid Ali al-Gaylani, nel 1941 guidò un colpo di stato filo-Asse in Iraq per liberare il paese dall’influenza britannica, ricevendo il sostegno (seppur limitato) della Germania nazista prima di essere sconfitto dalle forze inglesi. Il Muftì facilitò il reclutamento di soldati musulmani nelle divisioni internazionali delle SS, in particolare la 13ª Divisione SS “Handschar”, composta principalmente da musulmani bosniaci, ma che includeva anche unità di volontari arabi. A loro si aggiunse la Legione araba libera (Legion Freies Arabien), formata da volontari provenienti da vari paesi arabi e del Nord Africa, un’unità che combatté a fianco della Wehrmacht.
Escludere le vittime per accogliere i carnefici
Insomma, si esclude chi rappresenta le vittime principali del nazismo per includere chi rappresenta un’area geografica e religiosa che sostenne fortemente il nazismo. E allora che festa di liberazione è? Tanto varrebbe trasformarla in una manifestazione pro Gaza.
Cosi si rende poco credibile il 25 aprile
L’Anpi rende poco credibile le celebrazioni per il 25 aprile. Propugna un’idea assurda del fascismo (cioè che sarebbe ancora vivo tra noi..), nel mentre discrimina chi fu vittima dell’odio razziale nazista. Come se ogni ebreo del mondo rispondesse degli errori e dei misfatti possibili di Israele. Se fosse davvero la giornata di celebrazione della liberazione, la brigata ebraica sarebbe ben accolta. Ma è un refrain già trito e ritrito che dovrebbe perlomeno essere censurato da chi puntualmente si spertica in esibizioni retoriche nel giorno della Memoria.
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