Il caos a sinistra
Vai avanti tu che a me… Il 25 Aprile sarà un “ring” per le Primarie: Schlein e Conte da soli e senza partigiani
Il pericolo di dover prendere posizione, a sinistra, è sempre la minaccia peggiore per chi va a caccia di voti. Dire come la si pensa potrebbe costare caro, far perdere consenso, frantumare il vaso di coccio delle alleanze, svelare le vere intenzioni in vista di una eventuale leadership. Ecco perché anche la Festa della Liberazione, il 25 Aprile, è diventata – mai come quest’anno – la sfida dei mimetismi, una passerella per le Primarie, tra Schlein e Conte, con un duplice obiettivo: evitare di cadere in trappola estremistiche ed evitare di dover dire come la si penserebbe in caso di ruoli “istituzionali”. Andare al corteo dei partigiani, per esempio, quest’anno “non si porta”.
Il 25 Aprile di Conte e Schlein e delle Primarie
Va forte, invece, il refrain “vengo anch’io? No tu no”, il valzer dell’evitamento tra i leader in corsa. Ma evitamento anche dell’Anpi, per evitare di lasciarsi coinvolgere da moti anti-sionisti, da guerriglie contro la Brigata Ebraica e per non dover rispondere a domande su Gaza, Israele, pro-Pal e pro-Netanyauh. Con i partigiani non sarà Elly Schlein, dopo due 25 Aprile di seguito consacrati all’antifascismo tutto fazzoletto e “Bella Ciao”. A Milano, la leader del Pd, domani – come racconta oggi Il Messaggero – non ci sarà nel corteo dei “resistenti”, sarà invece a Sant’Anna di Stazzema, il luogo della strage nazista dell’agosto 1944. E dai partigiani? Il campo “largo” e minato spedisce il duo-Avs, Fratoianni e Bonelli, con il fresco “sfiduciato” di Più Europa, Riccardo Magi.
E Conte, fresco di sorpasso alla Schlein nell’ultimo sondaggio in vista delle Primarie? Anche lui snobba i partigiani e va a Napoli, per la cerimonia di commemorazione del 25 Aprile davanti al monumento dedicato a Salvo D’Acquisto, il carabiniere italiano che nel 1943 perse la vita per salvare 22 civili innocenti dalla fucilazione nazista, simbolo caro anche al centrodestra. Una passerella tranquilla, dove non rischia nulla, neanche di dover dire come la pensa.