La solidarietà della Fiom
I “bravi ragazzi” dei Carc: filoterroristi e pronti all’eversione in stile Br. Nel mirino anche FdI
+ Seguici su Google DiscoverResistenti per il comunismo ma anche in odore di terrorismo ed eversione. Dalle perquisizioni nelle case case di sei militanti del partito dei Carc, acronimo di Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, (5 a Napoli e 1 a Firenze) emerge il quadro inquietante di una struttura eversiva nostalgica dei metodi e delle finalità delle Brigate Rosse. Pubblicizzate soprattutto attraverso i social.
Perquisizioni in casa dei Carc: preparavano una struttura eversiva
Secondo le ipotesi della procura, confermate dal blitz della Digos, i Carc, nel cui solco opera il Collettivo autonomia studentesca e culturale, avevano messo in piedi un vero e proprio cantiere con scopi eversivi. E collocato nel mirino esponenti di FdI, colpevoli di aver sollecitato l’iniziativa della procura per verificare la pericolosità del gruppo. Pesantissime le accuse rivolte ai 6 estremisti (di cui 3 dirigenti), prontamente difesi dalla galassia che fa capo all’estrema sinistra, ai centri sociali e alla Fiom. Con tanto di sit in di solidarietà sotto le questure durante gli interrogatori.
Tra gli indagati anche un minorenne
Pesantissime le accuse al partito dei Carc. La Procura ipotizza, a vario titolo, di aver promosso, organizzato o partecipato a un’associazione con finalità terroristiche, anche di carattere internazionale. Il decreto di perquisizione ha disposto il sequestro di dispositivi informatici – telefoni cellulari, computer e altri supporti – ritenuti utili alle indagini. Tra gli indagati anche un minorenne. “Vi è fondato motivo di ritenere che gli indagati abbiano svolto un’attività che può concretamente configurarsi quale propedeutica alla costituzione di un’associazione con base a Napoli. Con caratteri eversivi che si richiama esplicitamente alle Brigate Rosse“, si legge in un passaggio del decreto.
Gridano al bavaglio del dissenso politico
Gli eroici resistenti per il comunismo, neanche a dirlo, denunciano il bavaglio dello Stato di polizia. E gridano alla montatura giudiziaria per colpire il dissenso politico. Ben due conferenze stampa in simultanea e l’invito alla mobilitazione “contro multe, denunce e perquisizioni”. La Fiom in una nota esprime “piena solidarietà ai compagni del Partito dei Carc colpiti dalle recenti perquisizioni avvenute a Napoli e Firenze e al Compagno Vincenzo Iossa. Parliamo di persone che, nella nostra vertenza sul licenziamento del compagno Massimo Vasaturo, sono state presenti per giorni davanti ai cancelli, dando un contributo concreto di solidarietà e partecipazione”.
Su social “terrorista è il governo Meloni”
“Terrorista è il governo Meloni. Cacciamo il governo della repressione”, scrivono sui social. In un comunicato, stile Br, invece puntano il dito contro i presunti ‘mandanti’ dell’operazione di polizia. “Non sappiamo se effettivamente c’è un nesso diretto fra l’interrogazione dell’8 ottobre scorso di Sara Kelany e Francesco Filini al ministro Piantedosi. ma è impossibile ignorare le affinità riguardo alle motivazioni e alle argomentazioni. C’è ben più di un’assonanza. Da diverso tempo esponenti di FdI chiedevano cosa aspettava la polizia a smantellare i sovversivi (o delinquenti) del P.Carc che osano propagandare che bisogna cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di blocco popolare. Il governo chiama, la Digos e la Procura di Napoli rispondono”.
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