La sentenza della Corte
Giovanni Sala morto davanti agli studi di Sky: assolti i vigilantes che l’hanno bloccato
Il ragazzo faceva uso di cocaina ed era in stato di alterazione. La protesta della famiglia: "Una vergogna"
Sono state assolte le due guardie giurate imputate per omicidio preterintenzionale per la morte di Giovanni Sala, bloccato a terra tra il 19 e il 20 agosto 2023 davanti alla sede Sky di Rogoredo mentre era “in evidente stato di alterazione”. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Milano.
La vicenda
Sala, secondo il Pm Alessandro Gobbis che aveva chiesto condanne fino a 6 anni, morì per arresto cardiaco, dopo essere stato anche “trattenuto” a terra con un ginocchio sulla sua schiena “per 4 minuti” e colpito con due pugni, in particolare da uno dei due imputati. I due sono stati ritenuti “non punibili” per la scriminante dell’adempimento del dovere.
Le motivazioni
Secondo i giudici, i due imputati hanno agito nell’esercizio delle loro funzioni di sicurezza presso la sede di Sky. Le manovre di bloccaggio a terra, sebbene durate diversi minuti, sono state valutate come una risposta necessaria per gestire lo stato di forte alterazione di Sala, che tentava di fare irruzione negli studi.
È venuto a mancare l’elemento soggettivo necessario per l’omicidio preterintenzionale, ovvero l’intenzione di infliggere lesioni che portassero, come conseguenza non voluta, alla morte. L‘intervento è stato inquadrato come un atto compiuto per proteggere l’integrità del sito vigilato, escludendo la punibilità dei vigilantes.
La reazione della famiglia: “È una vergogna!”
Sala era affetto da una cardiopatia preesistente e, al momento dei fatti, presentava un’acuta intossicazione da alcol e cocaina, fattori che hanno reso il suo cuore estremamente fragile sotto sforzo.
La perizia del medico legale ha evidenziato che la pressione esercitata sul torace e sulla schiena (durata circa 5 minuti) ha provocato una “significativa diminuzione dei parametri ventilatori”, contribuendo all’insufficienza cardiaca.
L’autopsia ha escluso lesioni da schiacciamento o fratture ossee, elemento che ha indebolito la tesi di una violenza fisica deliberata volta a uccidere.
“Una vergogna”: È stato il commento immediato della madre di Giovanni Sala alla lettura del verdetto in aula. La donna ha espresso profonda amarezza per una decisione che scagiona completamente i responsabili della morte del figlio.
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