Lo strappo necessario
Fini: “Brava Giorgia con Trump, che è in pieno delirio di onnipotenza. La politica è realismo, ora serve più Europa”
+ Seguici su Google Discover“Giorgia Meloni ha fatto benissimo a rispondere a Trump dopo le sue frasi sul papa“. Non usa giri di parole Gianfranco Fini nel commentare la reazione della premier all’inaudito attacco del presidente Usa al pontefice. In una lunga intervista al Fatto quotidiano il fondatore di Alleanza nazionale, già ministro degli Esteri, non si mostra sorpreso dell’ultimo fuor d’opera di Trump. “Ormai non ci si può più stupire di quanto dice il presidente americano”. Riposizionamento meloniano? Questione di realismo politico. “Ha preso atto di una realtà ormai evidente a tutti. Ovvero che Trump è in pieno delirio d’onnipotenza. E attacca chiunque non lo assecondi, compresi gli alleati”, sottolinea Fini . Nessun dubbio sulle diverse posizioni di Conte (che ha accusato Meloni di ambiguità) e Schlein (che l’ha difesa): sono in chiara competizione tra loro.
Fini: Meloni ha fatto benissimo a rispondere a Trump
Fini ripercorre le occasioni in cui Meloni ha preso le distanze dall’alleato nel nome del dovuto rispetto. Quando Trump minacciò di invadere la Groenlandia, o quando offese gli alleati della Nato per il ritiro dell’Iraq, “dimenticando il tributo di sangue versato anche dai nostri soldati. Detto questo – sottolinea Fini – le guerre non vanno confuse con il delirio di cui parlavo prima. Sono cose diverse. Le guerre di Trump e Netanyahu distruggono. E fanno strage di donne e bambini. E le conseguenze le paghiamo tutti”, continua Fini. “Decapitare i vertici del potere iraniano, aveva un senso. Ma Trump si è imbarcato in un attacco senza avere una strategia e una via di uscita. E questo è indubbiamente grave“.
Serve un’Europa autonoma rispetto agli Stati Uniti
La risposta, stando così le cose, non può che essere europea per l’ex ministro degli Esteri del governo Berlusconi. “Le opposizioni possono anche dire “rompiamo con Washington”. Chi è al governo no. Però ormai Meloni ha preso atto che non può che stare con l’Europa. In politica bisogna essere realisti. E ora bisogna far sì che l’Europa sia autonoma sul piano strategico rispetto agli Stati Uniti”. Parole chiare anche sulla narrazione della ‘sudditanza’ di Meloni all’inquilino della Casa Bianca e sulla presunta poca credibilità europea del governo. Fini ricorda quando, in tempi non sospetti, tanti pensavano che la premier potesse fare da ponte tra la Ue e Trump. “La politica estera non si fa con gli slogan”, insiste l’ex leader di An per il quale anche su Gaza la postura di Palazzo Chigi è stata corretta. Anche se il governo avesse usato parole più dure sul genocidio non avrebbe ottenuto nulla, “esattamente come quei Paesi che in Europa hanno avuto reazioni furibonde”. Fini preferisce parlare di eccidio”. A Gaza c’è stata una rappresaglia militare che ha superato ogni misura. “Ma – conclude – non va dimenticato cosa è stato il 7 ottobre per Israele. Oltre 1.200 ebrei uccisi in poche ore. Numeri che non si vedevano dai tempi delle camere a gas”.
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