Crisi e capacità di reagire
Energia, Meloni annuncia il viaggio in Azerbaijan: «Congiuntura difficile, dimostriamo di che pasta siamo fatti»
La premier interviene all'assamblea di Federalberghi e invita alla reazione di fronte alla crisi: «Gli italiani danno il meglio di fronte alle difficoltà, non accontentarci è nel nostro Dna. Non fatelo, io non lo faccio»
+ Seguici su Google DiscoverLa notizia ha fatto irruzione al Salone delle fontane all’Eur, a Roma, durante l’assemblea di Federalberghi. E in molti ancora non l’avevano letta: la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Giorgia Meloni ne ha parlato nel suo intervento, spiegando di averla appresa durante il tragitto e sottolineando che «il quadro cambia continuamente e noi siamo al lavoro ogni minuto sulla stabilizzazione dei quadranti che si sono moltiplicati».
Hormuz e il quadro che «cambia continuamente»
Turismo e crisi internazionali sono strettamente legati e sono anche al centro dell’intervento del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. L’invito arrivato dalla premier è stato a ricordare che è proprio nelle difficoltà che gli italiani danno il meglio di sé, ritrovandosi a correre per superare i problemi.
L’instabilità come nuova normalità
«Non siamo stati fortunati in questa stagione politica, con l’instabilità che sta diventando la normalità», ha detto Meloni, ricordando l’impegno del governo per la stabilizzazione e per «garantire la libertà di navigazione in un quadrante che è di estrema importanza per molti Paesi». «È ovvio che questo oggi ci toglie tantissime energie», ha aggiunto la premier, ribadendo che «siamo consapevoli che la questione energetica sia fondamentale per mettere le nostre aziende in condizione di competere ad armi pari».
La premier ricorda la capacità italiana di reagire alle crisi
«Noi – ha aggiunto – affrontiamo la più difficile congiuntura degli ultimi anni, ma penso che dobbiamo dimostrare di che pasta siamo fatti, perché la nostra storia parla per noi. È nelle fasi più complicate, per paradosso, che spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi». «Quando le cose funzionano – ha detto Meloni – troviamo qualcosa per cui lamentarci, quando poi non vanno più così bene, allora noi smettiamo di lamentarci, cominciamo a resistere, poi a camminare e alla fine sempre noi ci scopriamo a correre. È la nostra cifra, perché la verità è che noi siamo italiani, il punto è che accontentarci non fa parte del nostro Dna. E allora non fatelo, perché noi non lo faremo. Perché io non lo farò».
Meloni annuncia il viaggio in Azerbaijan per l’energia
Meloni ha ricordato il suo impegno personale per affrontare la crisi energetica, con i viaggi in Algeria prima e nei Paesi del Golfo poi per «garantire che questa Nazione non avesse contrazioni intanto nell’approvvigionamento delle sue risorse energetiche fondamentali». «La stessa cosa – ha aggiunto – che farò in Azerbaijan tra un paio di settimane». «Il lavoro fatto per Hormuz ieri – ha proseguito – è ugualmente molto importante. Il Consiglio Europeo straordinario che si svolge alla fine della prossima settimana si occuperà ugualmente di queste materie».
Il dl bollette come risposta strutturale al caro energia
Ma la premier ha ricordato anche gli interventi interni contro il caro energia, a partire dal decreto bollette. «Sulla questione energetica ci siamo impegnati in maniera strutturale prima che scoppiasse il conflitto» e «lo abbiamo fatto con un decreto che si occupava di alcune cose importanti e strutturali, non solo investiva 5 miliardi di euro per calmierare i prezzi». Un «decreto che – ha aggiunto Meloni – non ha prodotto grande entusiasmo nelle grandi società energetiche, ma è stato accolto meglio dal mondo produttivo, e che strutturalmente cercava di dare alcune risposte di medio e lungo termine».
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