Come prima più di prima
Effetto referendum: la toga rossa Apostolico promossa dal Csm e premiata con 30mila euro
+ Seguici su Google DiscoverCome prima più di prima: il referendum sulla Giustizia ha ottenuto l’effetto di consolidare certe condotte della magistratura, come conferma quanto deliberato, 15 mercoledì 15 aprile, dal Csm nei confronti della giudice Iolanda Apostolico.
Il plenum del CSM, dopo un lungo dibattito, ha approvato con 20 voti a favore, 6 contrari e 5 astenuti, la pratica di quarta commissione che ha riconosciuto all’ex giudice di Catania la settima valutazione di professionalità-
La “toga rossa” nota per il caso Diciotti ha ricevuto una buonuscita superiore ai trentamila euro e una promozione retroattiva al vertice della carriera: è questo il “premio” che il Consiglio superiore della magistratura ha riconosciuto alla giudice siciliana finita al centro delle polemiche per le sue decisioni in materia di immigrazione. Un riconoscimento che solleva nuove inevitabili polemiche.
Come prima più di prima: Apostolico promossa e premiata
Apostolico, andata in pensione a fine 2024 a soli 62 anni, ha ottenuto dal Csm il passaggio al settimo livello, il massimo grado professionale, con effetti retroattivi. Una scelta che appare quantomeno discutibile, soprattutto alla luce del suo passato recente. È infatti la stessa toga che aveva rifiutato di applicare norme sui migranti approvate dal governo, suscitando un acceso dibattito politico e istituzionale.
Ma non è tutto. Prima di emettere quella sentenza, la giudice aveva partecipato a manifestazioni pubbliche a sostegno dei migranti della nave Diciotti, schierandosi apertamente contro le leggi che, per ruolo, avrebbe dovuto applicare. Un comportamento che, per molti, rappresenta una violazione evidente del principio di terzietà che dovrebbe guidare ogni magistrato.
Eppure, per la maggioranza del Csm, tutto questo non ha avuto alcun peso. La promozione è stata motivata con generici riferimenti a “capacità organizzativa, dedizione e laboriosità”, mentre la partecipazione alle proteste è stata liquidata come un episodio isolato e ormai “non attuale”, risalente al 2018. Come se il tempo bastasse a cancellare dubbi così profondi sull’imparzialità.
La decisione ha spaccato il plenum del Csm. Non solo i consiglieri laici di centrodestra hanno votato contro, ma anche alcuni magistrati considerati moderati hanno scelto di astenersi, segnalando un disagio diffuso. Già in commissione era emersa una forte contrarLibreriaietà, in particolare da parte della consigliera Claudia Eccher, che aveva definito “inaccettabile” la promozione di una toga protagonista di manifestazioni su temi così ideologici.
Aimi (Csm): il caso Diciotti è la prova, Apostolico non è imparziale
Durissima anche la nota del consigliere Enrico Aimi che ricorda ”la partecipazione della dottoressa Apostolico a una manifestazione pubblica nel 2018, sul pontile di Catania in occasione della vicenda ‘Diciotti‘, elemento che non può considerarsi neutro rispetto al profilo dell’imparzialità”.
”Non rileva solo il dato temporale – osserva – ma il significato oggettivo della condotta: la partecipazione a iniziative connotate da una precisa valenza politico-ideologica su temi poi direttamente riconducibili all’attività giurisdizionale esercitata”. “Come può un magistrato operare in una sezione competente su materie direttamente connesse ad una precedente presa di posizione pubblica così connotata? Ne va della credibilità del ruolo”.
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