La parabola del "Bel calcio"
Edoardo Motta, il portiere-eroe che ha trascinato la Lazio in finale dimostra che i giovani ci sono: ma vanno valorizzati
+ Seguici su Google DiscoverNel cielo bianco e azzurro di Roma brilla una nuova stella. Il suo nome è Edoardo Motta, classe 2005 e portiere della Lazio, che ha debuttato in semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta dopo l’infortunio di Ivan Provedel. Ma nessuno si sarebbe mai aspettato che la sua presenza tra i pali alla New Balance Arena di Bergamo sarebbe risultata profondamente importante per il passaggio del turno. Grazie a lui, che ha parato 4 tiri in porta nello spareggio ai rigori, i biancocelesti hanno trionfato e sono passati alla finale della competizione italiana. Interventi magistrali di un ragazzo poco più che ventenne, ritrovatosi a dover difendere una porta dai tiri insidiosi di giocatori esperti come De Ketelaere, Zappacosta, Pasalic e Scamacca. È stata una partita gonfia di tensione, che però non sembra aver influenzato il giovane portiere biellese in forze alla Lazio.
Quella di Motta è la parabola dei calciatori italiani che ci sono, ma spesso non vengono considerati o addirittura rimpiazzati dagli stranieri. Il suo è un caso a cui prestare attenzione, perché la Serie A vanta grandi atleti italiani del calibro di Moise Kean, che in maglia azzurra ha segnato un goal in ognuna delle 12 competizioni affrontate dalla Nazionale. Per non parlare di Niccolò Pisilli, centrocampista romanista che ha sprigionato un grande potenziale già da gennaio 2026, quando ha debuttato contro lo Stoccarda in Europa league. Il suo è stato un apporto fondamentale, che sottolinea l’importanza delle nuove leve e degli investimenti che le società dovrebbero compiere eticamente.
Edoardo Motta, il portiere-eroe che ha trascinato la Lazio in finale dimostra che i giovani ci sono
Edoardo Motta è un gigante, non solo per la sua impresa in maglia biancoceleste, ma anche per la statura di 1 metro e 94 centimetri che lo rendono una saracinesca difficile da saltare. Ha iniziato a giocare nella scuola calcio locale dell’ASD Soccer Spartera, prima di entrare nel settore giovanile della Juventus. Riesce ad aprirsi una strada e a ritagliarsi spazio nella serie minori, facendo tanta gavetta con l’Alessandria, il Monza e poi la Reggiana, dove diventerà davvero forte mentalmente. Il contratto che ha firmato con la Lazio dimostra che su di lui c’è chi ripone molta fiducia, anche in virtù della scadenza fissata al 30 giugno 2030. Le immagini della giovane promessa laziale a fine partita rendono l’idea dell’affetto che provano per lui i compagni di squadra: è rimasto basito davanti alle telecamere mentre i “veterani” lo portavano trionfanti sulle spalle. Sembrava quasi incredulo davanti all’importanza delle sue parate. Una dimostrazione di umiltà che ormai è più unica che rara nel calcio italiano e internazionale, dove non tutti si impegnano per gli stipendi stratosferici che ricevono. In questo senso, Edoardo Motta è una ventata d’aria fresca e c’è da augurarsi che gli osservatori valorizzino tanti altri ragazzi capaci e audaci come lui.
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