Marina pronta con due navi
Crosetto: “Accesso a Hormuz solo dopo la tregua. Il Governo passerà dal voto del Parlamento”
Il ministro della Difesa ribadisce la linea dell'Esecutivo italiano: "Siamo stati il primo Paese a chiedere un intervento dell’Onu, ma non ci formalizzeremo se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace"
+ Seguici su Google DiscoverGuido Crosetto, ministro della Difesa, parla con chiarezza ai cittadini: «La comunità internazionale potrà accedere a Hormuz solo dopo la tregua, per non trovarsi in una zona di guerra. E il governo italiano passerà dal voto del Parlamento, che per noi è un passaggio dovuto, obbligatorio, fondamentale». Il responsabile della Difesa ricorda che «Il primo Paese a chiedere un intervento dell’Onu, già mesi fa e su mia esplicita dichiarazione, è stata l’Italia e non solo per la guerra in Iran. Sono contento che ci arrivi anche l’opposizione. Mi auguro che ci sia l’egida dell’Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace. E non penso che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo».
La Marina Militare italiana è una delle migliori al mondo
In una intervista al Corriere della Sera, che arriva dopo la nuova chiusura dello stretto e del nuovo allontanamento delle posizioni tra le parti in causa, il responsabile della Difesa del Governo Meloni racconta che: «C’è una spinta della comunità internazionale, che punta a mettere in sicurezza Hormuz e a far sì che riprenda la libera e pacifica navigazione delle merci a pieno regime». Alla luce di questa realtà «L’Italia, che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine. Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi. Ma per inviarle occorre la fine delle ostilità, perché nessuno vuole entrare in una guerra».
Meloni da sempre Europea che dialoga con gli Usa
Inevitabile la domanda sull’invio di navi anche senza Trump. E inevitabile la risposta di Crosetto: «Il primo ad avere interesse che Hormuz torni navigabile sarà proprio Trump, il giorno che finirà la guerra». E alla giornalista del Corriere che gli chiede della “conversione a U” di Meloni, da ponte con la Casa Bianca a volenterosa europeista – come se una cosa escludesse l’altra – il ministro risponde a tono: «Non mi pare ci sia stata alcuna conversione, Giorgia Meloni continua a mantenere la linea di sempre. Il dialogo con gli Usa è necessario. Qualsiasi premier Ue deve parlare con gli Usa, chiunque sia il presidente in carica. L’alleanza tra Ue e Usa è il presupposto della nostra deterrenza».
Italia non può scendere in guerra: lo dice la Costituzione
E in questa occasione Crosetto fa notare che «A Meloni è stato riservato una volta sola il trattamento che hanno subito decine di volte Macron, Starmer, Merz, Zelensky e altri leader. Quanto al ricucire, è una questione di tempo. L’Italia è sempre stata disponibile alla cooperazione con gli Usa. Ma quando Trump ci ha chiesto, non formalmente, di scendere in guerra al loro fianco contro l’Iran, il tema non è stato Meloni. È che l’Italia non può scendere in guerra con nessuno, lo dice la Costituzione».
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