È costato 140mila euro
Concerto techno a spese dei genovesi, bufera su Silvia Salis. “È aumentato solo lo spaccio di pasticche”
Non si sono placate le reazioni social dopo il concerto di Charlotte De Witte a Genova, costato 140mila euro delle tasche dei cittadini. Silvia Salis difende la difende la spesa, facendo un conto approssimativo, calcolando sulle presenze (ventimila persone stimate, anche se i vecchi genovesi sostengono che piazza Matteotti possa contenerne a malapena diecimila). «Solo 7 euro a persona per una vetrina mondiale. È una cifra irrisoria per un’artista di questo calibro», sostiene la sindaca dem.
Salis parla in pratica di un “investimento strategico” e non “una spesa a fondo perduto”. Per chi non lo sapesse, Charlotte De Witte è una dj considerata la regina della techno. Il concerto gratuito ha attirato per la stragrande maggioranza giovani, anche da fuori Regione.
“Ne veniamo da un weekend in cui Genova è stata una vetrina eccezionale, se ne sta parlando in tutto il mondo”: dopo il weekend è tempo di bilanci e alla presentazione del Festival di Lonely Planet, la sindaca Salis risponde alle domande dei cronisti sui costi dell’evento che ha portato la regina della techno Charlotte de Witte a suonare in piazza Matteotti
“Ha fatto girare lo spaccio di pasticche”
Sul quotidiano di Genova, Il Secolo XIX, non si registra questo coro di elogi per la sindaca dem. «Ha fatto girare anche l’economia dello spaccio di pasticche e droghe varie», ironizza Stefano C., alludendo al fatto che ai rave techno tali sostanze circolano in maniera imbarazzante.
Loredana P. domanda: «Se l’evento era gratuito chi ha messo i soldi? Poi verissimo che l’evento ha fatto girare soldi, ma nel weekend questa parte del centro storico è sempre così, è evidente che Lei non abita in zona. Punto terzo, chiedo, visto che erano quasi 20 Milà di cui tanti venuti da fuori, strano non ricordo la sponsorizzazione di un evento così “fico” da permetterne la visione ad un pubblico maggiore».
«Sinceramente – scrive Eleonora N. – trovo l’organizzazione di un evento del genere fuori dal contesto sociale e economico ligure, le priorità in Liguria sono ben altre: per esempio manutenzione strade, cavalcavia, giardini pubblici,sentieri, scuole pubbliche, incentivare il trasporto pubblico etc; ad un concerto del genere si può scegliere di partecipare pagando un biglietto».
“Una genialata? È solo fumo negli occhi”
Daniela M. è ancora più battagliera: «Avete sperperato 140.000 euro per un ora di evento!!! Poi però parlate male dei predecessori che spesero 130.000 euro per un evento che durò una giornata intera (scivolo)! Oltretutto lo scivolo fu pagato da costa».
«E quindi – incalza Cristina S. – adesso che ritorno avremo? Turisti che verranno a Genova, imprenditori che investiranno nella nostra città creando lavoro e disincentivando i giovani ad andarsene? Perché i problemi sono questi, e invece state facendo passare questa cosa come una genialata. Un po’ di fumo negli occhi, ecco quello che è».
Le polemiche sul concerto: “Salis lo ha pagato con l’aumento del’l’Imu”
«Adesso si parla di 20 mila persone – dice Alberto G. – sino a ieri si parlava di 10200 persone, anche perché la Piazza non ne poteva ospitare di più. Se avessero fatto pagare 15 € a persona, si sarebbe evitato di scaricare sui Genovesi il costo della kermesse, ma l’obiettivo era quello di far numero, per poter far passerella. Ci son riusciti».
Tutto molto bello, tanto a pagare sono i genovesi. E se serve un altro concerto si possono sempre aumentare le tasse. Tanto per avere un’idea, a luglio 2025, la giunta Salia ha aumentato dallo 0,78 all’1,06 delle aliquote Imu sui circa 27 mila immobili a canone concordato. Una decisione che ha scatenato le ire delle associazioni dei piccoli proprietari. Ma vuoi mettere il concerto techno?
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