La nuova Calciopoli
Scandalo arbitri, 5 partite sotto inchiesta: cosa rischia davvero l’Inter
Il calcio italiano è di nuovo nel caos e arrivano nuovi dettagli sull’inchiesta della Procura di Milano: le partite nel mirino sono almeno cinque. Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25: nelle scorse ore gli è stato notificato un avviso di garanzia. Ma cosa sta succedendo in Serie A? Per quanto riguarda Rocchi, l’accusa è di aver fatto pressioni su alcuni arbitri e di aver scelto direttori di gara graditi all’Inter. Ecco cosa sappiamo finora sull’inchiesta, condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione e scattata in seguito a un esposto nell’estate dello scorso anno.
Le partite al centro dell’inchiesta
INTER-VERONA del 6 gennaio 2024: nel mirino, una gomitata di Bastoni a Duda, netta e non sanzionata dall’arbitro Fabbri e dal Var Nasca, pochi secondi prima del 2-1 decisivo di Frattesi.
MILAN-INTER, semifinale di ritorno della Coppa Italia 2024-25: scelta di un arbitro, Doveri, cgh sarebbe stato poco gradito all’Inter.
Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025: il supervisore del Var Gervasoni avrebbe “incalzato e sollecitato l’addetto Var Luigi Nasca affinché richiamasse l’arbitro Giua all’on field review con in rigore tolto.
Udinese-Parma del primo marzo 2025: “Minuto 35: Thauvin calcia verso la porta di Suzuki, Balogh sulla traiettoria devia con il gomito del braccio sinistro. L’arbitro Maresca fa giocare, valutando probabilmente che il movimento fosse congruo. Un errore. A Lissone ci sono il Var Paterna e l’Avar Sozza. Paterna sembra orientato a escludere il penalty, poi cambia linea forse dopo aver consultato qualcuno: Rocchi?
La denuncia da cui nasce l’inchiesta
Tutto viene fuori da una denuncia nella primavera 2025 dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca ad Antonio Zappi, ex presidente degli arbitri, che inoltrò la segnalazione alla Procura della Figc. Il procuratore federale Giuseppe Chinè aveva però ritenuto che non ci fossero gli elementi sufficienti per proseguire, optando per l’archiviazione. Per l’archiviazione è necessario l’avallo della Procura generale dello Sport del Coni, presieduta da Ugo Taucer, che aveva confermato. Ora anche Taucer ha chiesto a Chiné di farsi inviare gli atti da Milano. L’inchiesta della Figc, ora, può però essere riaperta. Ieri la procura federale ha chiesto gli atti alla Procura della Repubblica di Milano.
Il reato di frode sportiva
Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva. Ma di cosa si tratta? Questo reato si configura quando si offre o promette denaro, altra utilità o vantaggio, a qualcuno dei partecipanti a una competizione organizzata dalle federazioni riconosciute dal Coni, dall’Unire o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato. Lo scopo? Raggiungere un risultato diverso da quello relativo al corretto e leale svolgimento della competizione. Si tratta di un reato punito con la reclusione da due a sei anni e con multa fino a 4mila euro.
I rischi per l’Inter
In questa situazione, l’Inter rischia qualcosa? Al momento no, visto che nell’inchiesta non risultano coinvolti o indagati tesserati o dipendenti del club nerazzurro. Ma le conseguenze per l’Inter dipenderebbero dalla gravità dei fatti accertati, dal numero delle partite coinvolte, dal ruolo dei soggetti eventualmente responsabili e dall’effetto prodotto sulla classifica. Se fosse provata una responsabilità diretta del club, lo scenario sanzionatorio potrebbe essere molto pesante: penalizzazione in classifica, revoca o non assegnazione di un titolo, retrocessione all’ultimo posto, esclusione dal campionato o da determinate competizioni. Nei casi più gravi, dunque, non si tratterebbe di una semplice ammenda, ma di misure capaci di incidere sulla stagione, sul palmarès e sulla partecipazione alle coppe.
La penalizzazione sarebbe una delle ipotesi più realistiche nel caso in cui la responsabilità fosse ritenuta grave ma non tale da imporre automaticamente la retrocessione o l’esclusione. Potrebbe essere applicata nella stagione in corso oppure in quella successiva, soprattutto se la classifica fosse ormai definita o se la sanzione dovesse risultare davvero afflittiva. Più alto sarebbe il numero di gare condizionate, maggiore sarebbe il rischio di una pena severa.
Il possibile commissariamento della Figc
L’inchiesta arbitri travolge il calcio italiano, con possibili ripercussioni anche sulla Figc. Ma è possibile un commissariamento della Federcalcio relativamente alle indagini della Procura di Milano sul caso che riguarda il designatore Gianluca Rocchi? Sul tema è intervenuta anche la Lega, con una nota: “Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove”. Un tema discusso nelle ultime ore (QUI LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA), anche dopo le parole del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “L’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze“.
Cosa dice il regolamento
Lo Statuto del Coni chiarisce i termini per il commissariamento di una federazione sportiva. Così recita l’articolo 7 comma 5: “La Giunta Nazionale propone al Consiglio Nazionale il commissariamento delle Federazioni Sportive Nazionali o delle Discipline Sportive Associate, in caso di accertate gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi o nel caso in cui non siano stati adottati, da parte delle Federazioni sportive nazionali, gli adempimenti regolamentari o il commissariamento ad acta delle articolazioni interne competenti, al fine di garantire il regolare avvio o svolgimento delle competizioni sportive nazionali”. La questione resta però, in questo caso, molto delicata. In primis, perché oggi le violazioni di cui Rocchi è accusato non sono accertate. Rocchi, poi, non fa parte degli organi direttivi della Figc.
Simonelli: “No a giudizi affrettati”
Sull’avviso di garanzia a Gianluca Rocchi, è intervenuto intanto anche il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli: “A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità. Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio. C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica”. E ancora: “Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del Coni si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all’epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare. Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato”.