L'intervento del ministro
Bomba Rocchi sul calcio italiano. Abodi: “Ci saranno conseguenze, se verranno confermate le accuse”
Il caso che coinvolge Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, si allarga e scuote il sistema calcio. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano, intervengono anche la Procura generale del Coni e il Governo, aprendo un nuovo fronte istituzionale.
Il procuratore generale dello sport, Ugo Taucer, ha chiesto una relazione urgente al capo della Procura Figc, Giuseppe Chiné, per chiarire i motivi dell’archiviazione della vicenda in ambito sportivo. Un passaggio cruciale, visto che proprio su quel caso – legato alla partita Udinese-Parma – la giustizia sportiva aveva già chiuso il fascicolo con il via libera del Coni.
La nuova indagine e il nodo dell’archiviazione
La Procura di Milano, però, ha riaperto il dossier partendo da quell’episodio, ma ampliando l’indagine anche ad altri possibili fatti. Proprio per questo, la Procura Figc ha già chiesto gli atti ai magistrati milanesi.
Fonti federali sottolineano che l’archiviazione precedente riguardava solo uno dei punti dell’esposto, e che fu effettuata con l’ok della Procura del Coni. Ora, però, il quadro cambia e apre interrogativi sulla gestione interna della vicenda.
Abodi alza il livello: “Rischio commissariamento”
Ancora più duro l’intervento del ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che non esclude scenari pesanti: “Mi aspetto di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Se saranno accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”.
Il ministro punta il dito soprattutto su un aspetto: la gestione della denuncia all’interno del sistema calcistico. “Finora nessun riscontro pubblico – sottolinea – e non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia né quale organo sia stato investito della verifica”.
Parole che lasciano intravedere anche il rischio di un commissariamento, in un momento già delicato per la Federcalcio.
Sistema calcio sotto pressione
Il caso Rocchi arriva infatti mentre è aperta anche la partita interna all’Aia: martedì è atteso il giudizio del Collegio di Garanzia del Coni sul ricorso del presidente Antonio Zappi, inibito per 13 mesi.
“C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo: trasparenza, tempestività