I messaggi dei leader
Attentato a Trump, mondo sotto shock. Meloni rompe il ghiaccio: solidarietà. In democrazia non c’è spazio per odio politico e fanatismi
Attentato a Trump, il mondo sotto shock. Meloni rompe il ghiaccio con un messaggio si solidarietà e vicinanza arrivato tra i primi al destinatario della Casa Bianca. Piombo sulla democrazia: ma il mondo non si piega e dall’Italia, passando per l’Europa, e fino a Israele, la solidarietà è compatta e univoca. La paura scalfisce ma non piega la voglia di libertà democratica, accendendo una solidarietà globale che travalica i confini e le appartenenze. Dopo il gravissimo attacco armato avvenuto durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il mondo libero si è schierato compatto al fianco di Donald Trump, della First Lady Melania e delle istituzioni americane.
Attentato a Trump, Meloni: «L’odio non avvelenerà il dibattito»
La voce di Giorgia Meloni è stata tra le prime e più ferme nel condannare l’accaduto. La premier italiana ha espresso «piena solidarietà e più sincera vicinanza» al presidente e ai presenti, lanciando un monito contro la deriva intollerante che minaccia l’Occidente: «Desidero esprimere – scrive la presidente del Consiglio – la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al presidente Trump, alla first lady Melania, al vice presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca di ieri sera».
Asserendo in calce: «Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante, a tutela dei valori che fondano le nostre Nazioni», la conclusione della premier. Come a dire, chiaramente, che per Meloni, la difesa del confronto civile deve restare l’argine invalicabile contro ogni violenza.
L’Europa e il mondo contro la violenza
Non solo. Perché da Parigi a Madrid, passando per Bruxelles, il coro è unanime. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito l’attacco «inaccettabile». Ribadendo che la violenza non ha cittadinanza nel sistema democratico. E sulla stessa linea si è collocato il premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha invocato «convivenza e pace» come unica via per il progresso umano.
Da Macron a Sanchez, passando per Starmer: la condanna internazionale
«L’attacco armato di ieri sera contro il presidente degli Stati Uniti è inaccettabile. La violenza non ha mai posto in democrazia», scrive allora in un post su X il presidente francese. E aggiunge: «Esprimo a Donald Trump tutto il mio sostegno». E ancora. «Condanniamo l’attacco che si è verificato questa notte contro il presidente Donald Trump. La violenza non è mai la strada. L’umanità progredirà solo con democrazia, convivenza e pace», recita il post su X del premier spagnolo, Pedro Sanchez.
«Sono sconvolto dalle scene alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington», è la reazione del premier britannico, Keir Starmer. Che in calce sottolinea: «Qualsiasi attacco alle istituzioni democratiche o alla libertà di stampa deve essere condannato nei termini più forti possibili – rilancia il primo ministro del Regno Unito in un post su X –. Concludendo: «È di enorme sollievo che il presidente degli Stati Uniti, la first lady e tutti i presenti stiano bene».
Attentato a Trump, la solidarietà dell’Unione europea
Ma non è ancora tutto. Perché, direttamente dall’Unione Europea è arrivato il forte messaggio di Ursula von der Leyen: «La violenza non ha posto in politica, mai», ha scritto la presidente della Commissione, ringraziando i servizi di sicurezza per il rapido intervento. Così come anche Roberta Metsola, presidente dell’Europarlamento, e Kaja Kallas hanno sottolineato come un evento nato per onorare la libertà di stampa non possa trasformarsi in un teatro di paura.
Sottolineando in un tweet, la prima: «”Non ci può essere spazio per la violenza politica nelle nostre democrazie», dicendosi «sollevata nel vedere che il presidente Trump, la first lady e tutti coloro che erano alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington stanno bene» dopo i fatti della notte scorsa. E ribadendo la seconda: «La violenza politica non ha posto in una democrazia», rilanciando nelle more un messaggio di «pronta guarigione all’agente ferito».
Attentato a Trump, il sollievo dell’alleato
Particolarmente sentite, infine, le parole di Benjamin Netanyahu, rimasto «sconvolto dal tentativo di assassinio», come scrive su Truth il premier israeliano dopo quanto accaduto. «Siamo sollevati nel sapere che il presidente e la First Lady stanno bene – aggiunge –. Facciamo i nostri auguri di pronta e completa ripresa all’agente ferito e complimenti al Secret Service per l’intervento rapido e incisivo».
L’attentato di Washington non ha solo colpito un uomo o un candidato, ma ha tentato di ferire il cuore stesso della libertà. Tuttavia, la risposta compatta dei leader mondiali dimostra che, davanti alla violenza, l’Occidente sa ancora riscoprire i suoi valori fondanti e la dignità della civiltà del confronto. L’odio, al momento, sembra aver perso, e la solidarietà vinto. Ai posteri l’ardua sentenza…