Sparatoria a Roma
25 aprile sott’odio: incidenti da Milano a Napoli. Meloni: “Se questi difendono la libertà, abbiamo un problema”
Altro che festa di tutti. Il 25 aprile si trasforma nell’ennesima occasione per la sinistra radicale di occupare le piazze e imporre il proprio clima di odio. Da Milano a Napoli, fino a Roma, cortei e celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione sono stati segnati da violenze, intimidazioni e derive antisemite.
A Milano, la scena più grave: la Brigata Ebraica – simbolo storico della lotta al nazifascismo – viene cacciata dal corteo tra insulti vergognosi e slogan che evocano persino lo sterminio. In piazza, i gruppi Pro-Pal arrivano a bloccare il corteo ufficiale, mentre l’Anpi liquida le bandiere israeliane come “inopportune”. Un cortocircuito che racconta più di mille analisi.
A Napoli, si supera ogni limite: in corteo compare il ritratto del ministro Giuseppe Valditara sul patibolo a testa in giù, immagine che richiama gli anni più bui della violenza politica. Un segnale inquietante, che normalizza simboli e linguaggi da guerra civile.
E mentre nelle piazze si respira un clima sempre più pesante, a Roma si sfiora la tragedia: due iscritti all’Anpi, marito e moglie, vengono colpiti da spari di una pistola ad aria compressa. L’aggressore, in mimetica e casco, fugge indisturbato. I feriti non sono gravi, ma resta un episodio gravissimo che fotografa il livello di tensione raggiunto.
Meloni: se questi dicono di difendere la libertà, abbiamo un problema
“Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, commenta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore”.
L’elenco delle intolleranze
“Si sono viste addirittura – prosegue la premier – immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, evidenzia Meloni.
La denuncia del centrodestra: “Antisemitismo e violenza tollerati”
Durissima la reazione di Fratelli d’Italia. “Le feste nazionali dovrebbero unire gli italiani, invece anche questo 25 aprile è stato segnato da intimidazioni e violenze”, attacca Lucio Malan, che parla apertamente di odio contro ebrei e Occidente. “Un clima di odio a cui ha contributo la sinistra con le sue ambiguità e le sue ipocrisie”, commenta il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami.
Sulla stessa linea Giovanni Donzelli, che denuncia “i soliti estremisti di sinistra che, dietro la causa palestinese, scatenano guerriglia urbana”, ringraziando le forze dell’ordine per aver evitato il peggio.
Parole ancora più nette arrivano dal presidente della Comunità ebraica milanese, Walker Meghnagi, che accusa direttamente l’Anpi: “Quello che fanno è incitamento all’antisemitismo”.
E Marco Osnato sintetizza senza giri di parole: “Gli ebrei cacciati, chi non si allinea aggredito, e l’Anpi che giustifica. Questa è la sinistra che scende in piazza”.
Una ricorrenza svuotata e piegata all’ideologia
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una giornata che dovrebbe celebrare la libertà diventa terreno di scontro ideologico, dove chi non si adegua viene isolato o colpito.
Tra antisemitismo, cori d’odio e violenze il 25 aprile si conferma, ancora una volta, una ricorrenza sempre più divisiva, con precise responsabilità di chi, con il pretesto di celebrare, cerca la contrapposizione e lo scontro.