Tesi delirante
Il Pd sposa la linea Saviano: “Se vince il si si indebolisce la lotta alla mafia”. Quando la realtà supera la fantasia
La Serracchiani rilancia l'incredibile paradigma dello scrittore dimostrando che i democratici non hanno nessun argomento
Politica - di Paolo Cortese - 3 Febbraio 2026 alle 19:12
Per il Pd Roberto Saviano ha ragione. Se vincerà il Si al referendum sulla separazione delle carriere si indebolirà la lotta alla mafia. Lo ha ribadito oggi una delle figure di punta di Largo del Nazareno, Debora Serracchiani. Senza pudore.
Le parole di Serracchiani
“Garantire piena autonomia e indipendenza alla magistratura è una condizione essenziale per rendere efficace il contrasto alle mafie“. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, a margine dell’iniziativa per i 50 anni della presentazione della relazione di minoranza in Antimafia redatta da Pio la Torre insieme al giudice Cesare Terranova. “Ogni scelta che riduce i controlli o delegittima il ruolo della giurisdizione finisce per favorire la criminalità organizzata – sottolinea Serracchiani – la lotta alle mafie non è solo una questione repressiva, ma una battaglia di legalità e di democrazia. Anche per questo voteremo con convinzione ‘No’ al prossimo referendum costituzionale”.
Una tesi delirante
Onestamente, considerando che in Ucraina all’epoca qualche episodio reale di cannibalismo ci fu, era più credibile la tesi post guerra che i “comunisti mangiavano i bambini“. Dire che la separazione delle carriere favorisca la mafia o meglio indebolisca la lotta alle cosche è senza senso. Senza un minimo di aggancio alla realtà.
La lotta alle mafie
I reati di mafia hanno una legislazione speciale, non sono soggetti a prescrizione, sono di competenza delle procure distrettuali presso le corti d’appello. Che c’entra separare le funzioni di carriera tra Pm e giudici in tutto questo? Quale controllo diminuirebbe in caso di carriere separate? Nessuno ce lo dice.
Il processo non conosce distinzioni
La presunzione di innocenza vale per chiunque. Per il peggiore assassino, per un mafioso. Così come il diritto alla difesa. E’ un pilastro delle democrazie liberali. E capita certamente, già ora, che diverse persone imputate per mafia o concorso esterno vengano assolte dai giudici. Ma questo accade alla fine di un processo, in base alle prove emerse. E certamente non potrà subire alcun cambiamento in caso di separazione delle carriere. Tecnicamente è un obbrobrio pensare che qualcuno che mastichi di diritto possa credere a una bufala del genere.
E’ solo terrorismo psicologico
Se il Pd cade nel tranello Saviano fa del terrorismo psicologico. Poiché chi non conoscesse il quesito, o meglio i quesiti, potrebbe pensare che votando Si si favorirebbero i mafiosi, la risma peggiore che ci possa essere nell’alveo della criminalità. Ma questo terrorismo ha l’effetto collaterale di indignare le categorie forensi e quanti sanno bene che la separazione delle carriere non può favorire nessuno, se non il principio ineludibile della giustizia giusta. Nicola Gratteri, che è un alfiere del No e un magistrato di punta dell’antimafia, queste sciocchezze non le ha mai dette.
Prossimo step? I pedofili o i femminicidi?
Adesso non resta che dire che in caso di vittoria del Si i pedofili non saranno perseguiti. O magari gli autori di femminicidio. Se il dibattito scende così di livello meglio tacere. O ridere per non piangere.
In realtà la lotta alla mafia sarà sempre forte, sia che il referendum venga approvato o meno. Questa è la risposta seria e matura. Parlare di altro è solo terrorismo senza senso.
di Paolo Cortese - 3 Febbraio 2026
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