In luoghi di luce
“Franco Battiato. Un’altra vita”: in mostra l’artista della sperimentazione che fu molto più che musicista
L'esposizione, allestita al Maxxi, racconta in sette capitoli un uomo che fu molto più che musicista e la cui ispirazione è difficile comprimere nel confine delle parole
“Franco Battiato. Un’altra vita”. Mai titolo fu più azzeccato di questo. Dal 31 gennaio al Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è allestita la mostra-evento su Franco Battiato, a cinque anni dalla fine del suo transito terrestre. La mostra, coprodotta dal ministero della Cultura e dal MAXXI, curata da Giorgio Calcara e Cristina Battiato, è un viaggio interstellare nella vita di un uomo straordinario, perché Franco Battiato non è stato solo il musicista più importante della seconda metà del ‘900, ma anche un artista a tutto tondo: scrittore, regista, pittore, mecenate.
Un intellettuale vero, che ci ha raccontato il Mondo prima che il mondo ci apparisse, sempre guidato da una grande ispirazione e con il pallino della sperimentazione. Ma descriverlo è sempre difficile. Le parole, spesso, sono confini che circondano, mentre Battiato è pura energia che inonda e colpisce tutto e tutti con la sua luce, sempre accesa. La mostra è un percorso di sette capitoli, che vanno dal ragazzo con i capelli ricci e gli occhialoni – che parte dalla sua Sicilia negli anni ’60, con la volontà di raggiungere il successo al nord, a Milano – alle eccelse sperimentazione degli anni ’70, fino alla consacrazione degli anni ’80, con La Voce del Padrone, il primo album italiano a superare il milione di copie vendute, il primo disco d’oro in Italia (il disco di platino è esposto alla mostra). Conosciuto e ascoltato anche all’estero, La Voce del Padrone ha cambiato la musica pop, ha ispirato generazioni di musicisti nel corso di questi quarant’anni e ancora ispira e ispirerà.
Il viaggio prosegue con la svolta mistica degli anni ’90. Particolarmente emozionante la sezione dedicata al Concerto di Baghdad, che il musicista tenne, nell’ambito dell’iniziativa umanitaria “Un ponte per Baghdad”, il 4 dicembre del 1992. Oltre alle fotografie di un Battiato con una lunga, ma sempre curatissima, barba, il video del concerto e soprattutto il suo tappeto, dove seduto, alla sua maniera, divise a metà la storia della musica e non solo… sappiate che quel tappeto non è vuoto, c’è tutta la presenza della sua assenza…
Il percorso di questa mostra ci porta anche alle sue prove da regista e al suo ritorno al Sud, per trovare la sua stella. E qui si possono ammirare i libri, i quadri da lui dipinti come icone bizantine su sfondo d’oro, tanti cimeli e pezzi da collezione, che riempiono lo spazio dell’Extra MAXXI, con maestria, grazie alla sensibilità e alla conoscenza profonda del curatore Giorgio Calcara, autore anche del libro edito da Rai Libri: Battiato Svelato.
Al centro dell’esposizione un ottagono, omaggio all’ottava musicale, una sala senza spazio e senza tempo, dove si può godere appieno l’esperienza Battiato, tra musica e immagini, il cuore pulsante di una vita che non è finita la mattina del 18 maggio 2021, ma che continua in altri luoghi di luce, che ci accompagnerà ancora e ancora, sempre nella speranza di trovarci “svegli” e con il cuore saggio e gentile, nell’attesa del ritorno.
Permettetemi di ringraziare chi ha permesso questo tributo dovuto a quello che personalmente definisco l’ultima avanguardia culturale italiana, almeno fino ad oggi; un’eccellenza di cui tutti dovremmo andare fieri. Permettetemi anche di ricordare l’estate lontana di una bambina annoiata e curiosa, che non aveva ancora compiuto 10 anni, in un bar dell’isola di Ponza, con 50 lire in mano, un jukebox e una scelta da fare… cliccò I treni di Tozeur, cantata da Franco Battiato e Alice e venne catapultata in mondi lontanissimi, pieni di gioia e ancora oggi infinitamente grata per quella chiamata, che certamente non fu casuale, perché il caso non esiste. Ovvio.