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Archeologia del Sacro: il respiro delle civiltà nelle pietre del passato per nutrire il presente

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Ci sono 4 commenti

  1. Giovanni Hinrichsen ha detto:

    Bello.
    complimenti

  2. Alessandro Salvarani ha detto:

    L’autore ci comunica una iniziativa di cui l’uomo,che aspira a divenire Uomo vero, aveva davvero bisogno, in un mondo che ha perduto o sta perdendo,la dimensione del sacro che pure gli appartiene e che non è esclusivo appannaggio di credenti “istituzionali” , ma richiede una ricerca spirituale individuale,che del lavoro illustrato certamente trarrà beneficio

  3. Ernesto ha detto:

    Ottimo articolo che, a mio sommesso parere, dovrebbe essere distribuito e commentato nelle scuole.

  4. Giovanni Ferrara ha detto:

    La mente va a testimonianze più o meno assimilabili esistenti nella nostra bella Sicilia.
    Stonehenge, pervenuto a noi come costruito, ma con pezzi caduti e in rovina, è stato in qualche modo ricostruito “quasi” perfettamente com’era (la discussione fra esperti è ancora aperta).
    Nel nostro caso, molto spesso abbiamo a che fare con reperti protostorici che però, anziché secoli di abbandono e oblìo come a Stonehenge, hanno subito continui usi, riusi e abusi per millenni, a volte fino a tempi recenti.
    L’approccio a questo punto non può che essere fatto attraverso ricerche archeologiche, analisi scientifiche, ricostruzioni diacroniche corroborate da ricerche in antichi archivi, e soprattutto ampia multidisciplinarità.
    Penso al caso della Gurfa di Alia, che lei conosce bene: una specie di matrioska figlia di diverse epoche storiche, tutte molto importanti.
    Il valore aggiunto della multivalorialità storico etnografica (direzione in cui stanno proseguendo i miei personali studi) dovrebbe essere vincente nel percorso di candidatura per il riconoscimento da parte dell’UNESCO. Contemporaneamente, “ricostruito” il layout originario, si è trovata una correlazione significativa con il tramonto dei giorni solstiziali di dicembre (si tratta di una mia recentissima proposta, contenuta in una relazione presentata a Palermo nel settembre 2023, nel corso di un convegno).
    Il “combinato” disposto della complessa stratificazione storica che ho accennato, potrebbe affidare a quel complesso rupestre siciliano, finora ritenuto molto enigmatico, un “valore” non minore di Stonehenge anche (ma non solo, a mio avviso) per quanto riguarda l’Archeologia del sacro.

di Alberto Samonà - 24 Agosto 2025