La cagnara su Scurati oscura il caso Emiliano. E spunta un’altra mail che conferma la versione della Rai

20 Apr 2024 19:05 - di Redazione

Alle ore 17.42 del 19 aprile, cioè ieri, il nome di Antonio Scurati compariva nella scaletta di Che sarà che la stessa redazione del programma inviava via mail ai dirigenti competenti. Il nome era contrassegnato dalla sigla TG che sta per “a titolo gratuito”. Quindi si supponeva, dalla mail stessa, che lo scrittore avesse accettato quanto richiesta dall’azienda: partecipazione gratuita per leggere un testo per il quale 1800 euro appaiono come un compenso esagerato. Dopo l’ok della direzione a questa ipotesi – viene segnalato – la partecipazione di Scurati era stata confermata anche nel comunicato stampa relativo alla trasmissione. Fonti Rai spiegano che il documento interno Rai in cui si legge che la partecipazione di Antonio Scurati a Che sarà è stata annullata “per motivi editoriali” (documento pubblicato sul sito di Repubblica) farebbe riferimento  allo stop all’offerta economica per l’intervento dello scrittore, che sarebbe stata di 1800 euro. A quella nota ne sarebbe seguita un’altra, in cui l’azienda si sarebbe detta disponibile a un’ospitata a titolo gratuito.

Intanto tutto questo clamore mediatico attorno a Scurati, che si guarda bene dal dire una parola di chiarezza (aveva accettato o no la partecipazione a titolo gratuito? E perché Serena Bortone ha fatto quel post di denuncia? In seguito alle sue lagnanze o di iniziativa propria?) è servito a oscurare un caso politico ben più grave.

Il caso Scurati oscura lo scandalo Emiliano

E cioè il fatto che il presidente della Regione Puglia Emiliano potrebbe essere indagato per rivelazione di segreto d’ufficio perché lo scorso 10 aprile – dopo aver saputo dell’imminente arresto del commissario dell’agenzia regionale per la tecnologia (Arti) ed ex assessore regionale all’Urbanistica, Alfonso Pisicchio – lo avrebbe avvertito dicendogli “dimettiti o ti rimuovo”. A rivelarlo al gup sarebbe stato lo stesso Pisicchio mostrando le schermate della chat con cui il governatore lo avrebbe avvisato di una vecchia inchiesta che stava avendo una accelerazione. Una notizia non censurata ma sicuramente oscurata dal polverone sollevato sul monologo di Scurati.

Roccella: perfetta Giorgia Meloni su Scurati

La polemica del giorno è però ormai ben avviata e non annuncia a placarsi. Il senatore di FdI Paolo Marcheschi attacca: “Insomma, alla faccia dei valori, ormai fare l’antifascista è diventata una professione. Ed a quanto pare anche con un tariffario ben preciso”. Stesso tono da Maurizio Gasparri che si chiede se sia possibile celebrare il 25 aprile senza emettere fattura. Augusta Montaruli intanto plaude alla mossa di Giorgia Meloni che ha pubblicato il testo di Antonio Scurati: “Giorgia Meloni sulla vicenda Scurati ha dato un’altra lezione a una sinistra che anche oggi ha dato il peggio di sé, imbastendo l’ennesima polemica infarcita di falsità”. Riccardo Magi invece accusa la premier di ipocrisia mentre la ministra Eugenia Roccella commenta: “Perfetta Giorgia Meloni su Scurati. Ai tempi di Mussolini furono solo tredici i professori universitari a rifiutarsi di giurare fedeltà al regime. Per citare una efficace battuta di Marcello Pera, se davvero in Italia ci fosse un governo fascista, “tutti quei bravi opinionisti e intellettuali che ora lo avversano sarebbero dalla sua parte” “.

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