Un migrante su 3 portato dai “taxi del mare”: ecco le prove del patto tra Ong e scafisti

5 Mar 2024 19:09 - di Vittorio Giovenale
ong taxi del mare

Brutte notizie per l’opposizione, pessime per quelle Ong che fanno la spola tra Libia e l’Italia: la politica migratoria del governo Meloni funziona. Gli ultimi dati del Viminale confermano infatti un crollo degli sbarchi, a riprova che gli accordi raggiunti con Tunisia e Libia stanno dando i loro risultati.

La seconda pessima notizia per Schlein, Conte e Fratoianni è che il 27% degli arrivi residui sono effettuati dalle Ong, rispetto alla media del 6% con i governi Conte e Draghi. La ragione è facilmente intuibile. Per ragioni chiaramente politiche, per mettere in difficoltà il governo Meloni, i taxi del mare hanno quasi quintuplicato le loro “corse”.

Sbarchi crollati: senza l’intervento delle Ong sarebbero un terzo di meno

I dati del Viminale parlano chiaro. Dal 1 gennaio al 5 marzo 2024 sono giunti in Italia via mare 4715 migranti. Di questi 1300 sono stati recuperati da nave Ong, pari al 27,5% degli arrivi.

Nello stesso periodo del 2023 i migranti sbarcati erano invece 14.639, di questi, 907 recuperati da ONG, pari a meno del 6% del totale. Dal confronto, dunque, tra i primi due mesi del 2024 e l’analogo periodo dell’anno precedente si registra, pure a fronte di un decremento complessivo degli arrivi via mare, pari al 68% un aumento dei migranti recuperati in mare dalle ONG.

Sono infatti saliti dal 6% al 27,5%: appare evidente che, quasi un migrante su tre che giunge via mare nel nostro Paese è portato dalle ONG.

Il dato eclatante è che tutti i migranti raccolti in mare dalle ONG provengono dalla regione libica della Tripolitania, perlopiù dal porto di Zara, di fronte alle cui coste le loro navi stazionano stabilmente. Su 4715 migranti giunti complessivamente via mare dal 1 gennaio 2024 ad oggi ben 3435 provengono dalla Libia.

Taxi del mare, con gli scafisti in partenza quasi sempre dal porto di Zara

Il Viminale ha quindi la prova che le Ong fanno da veri e propri taxi del mare. Stazionano nella stessa posizione davanti alla Tripolitania, in accordo con gli scafisti libici. I trafficanti arrivano con i loro carichi di “carne umana”, la consegnano alle Ong e tornano indietro.

Senza alcuno scrupolo, fanno da scudo giuridico agli scafisti libici, che glieli consegnano e tornano indietro. I trafficanti di migranti non corrono rischi perché consegnano i “passeggeri” in acque internazionali, mentre le Ong simulano un soccorso, che in realtà è un vero trasbordo, organizzato nei minimi particolari. Ma dal Viminale hanno svelato il patto scellerato tra Ong e scafisti, consumato sulla pelle dei migranti.

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