Il Papa sferza gli italiani: “Preferiscono avere il cagnolino, ma alla patria servono bambini”

20 Gen 2024 15:41 - di Luisa Perri

Papa Francesco in versione “sovranista” torna a sollecitare gli italiani a fare figli per il “futuro della patria”, non lesinando una stilettata a chi si rifugia come alternativa negli animali domestici (cani o gatti) ai bambini. Parole pronunciate dal pontefice ai membri dell’Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti locali, ricevuti in udienza in Vaticano, nella Sala Clementina.

Il Papa: “Non si fanno bambini, è più facile avere un cagnolino”

«A me preoccupano le poche nascite – ha detto Papa Francesco alla delegazione di duecento sindaci provenienti da ogni parte d’Italia – cioè una cultura dello spopolamento che viene da queste poche nascite di bambini». Bergoglio ha premesso: «È vero, tutti possono avere un cagnolino, ma ci vuole fare bambini. L’Italia, la Spagna, hanno bisogno di bambini, non si fanno bambini, è più comune avere un cagnolino», ha proseguito il Pontefice.

E ancora. «Dobbiamo prendere sul serio il problema delle nascite perché si gioca il futuro della patria. Per Papa Francesco «fare figli è un dovere di sopravvivere per andare avanti, pensate questo».  Papa Francesco non ha mancato: “Questa non è una pubblicità di un’agenzia di nascite… ma voglio sottolineare questo: il dramma delle nascite. Questo va pensato molto sul serio».

“Con lo spopolamento territori abbandonati e i territori diventano più fragili”

Bergoglio ha osservato che la denatalità colpisce anche le zone rurali. «È nelle aree interne, marginali, che si trova la maggior parte del patrimonio naturale. Foreste, aree protette, e così via sono dunque di importanza strategica in termini ambientali. Ma lo spopolamento progressivo rende più difficile la cura del territorio, che da sempre gli abitanti di queste zone hanno portato avanti. I territori abbandonati diventano più fragili, e il loro dissesto diventa causa di calamità e di emergenze, specie oggi con gli eventi estremi sempre più frequenti: ad esempio piogge torrenziali, inondazioni, e frane; siccità e incendi; tempeste di vento e così via».  «Guardando questi territori – ha aggiunto – abbiamo conferma del fatto che ascoltare il grido della Terra significa ascoltare il grido dei poveri e degli scartati, e viceversa: nella fragilità delle persone e dell’ambiente riconosciamo che tutto è connesso – tutto è connesso –, che la ricerca di soluzioni richiede di leggere insieme fenomeni che spesso sono pensati come separati. Tutto è connesso».

Il testo integrale del discorso di Bergoglio

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