Musk finisce nel mirino della Commissione europea: la piattaforma X (ex Twitter) è “troppo libera”

18 Dic 2023 14:54 - di Luisa Perri
Musk

La Commissione Ue ha aperto una procedura formale per valutare se X (ex Twitter di proprietà di Elon Musk) ha volato le regole Ue dei servizi digitali nella gestione del rischio, della moderazione dei contenuti, ai dark pattern (modelli di progettazione ingannevoli), alla trasparenza della pubblicità e all’accesso ai dati per i ricercatori.

Sulla base dell’indagine preliminare condotta finora, anche sulla base di un’analisi del rapporto di valutazione dei rischi presentato da X a settembre, del rapporto di trasparenza di X pubblicato il 3 novembre e delle risposte di X a una richiesta formale di informazioni, che, tra le altre, riguardavano la diffusione di contenuti illegali nel contesto degli attacchi terroristici di Hamas contro Israele, la Commissione ha deciso di avviare una procedura formale di infrazione contro X ai sensi della legge sui servizi digitali.

«Oggi apriamo una procedura formale di infrazione contro X per sospetta violazione degli obblighi di contrasto a contenuti illegali e disinformazione; sospetta violazione degli obblighi di trasparenza; sospetto design ingannevole dell’interfaccia utente», ha annunciato su X il commissario europeo al Mercato interno, il francese Thierry Breton.

Una procedura aperta pochi giorni dopo la presenza di Elon Musk alla festa di Atreju, dei giovani Fratelli d’Italia, e l’incontro con il premier Giorgia Meloni. Al di là della tempistica, non sfugge che la procedura nasca per sanzionare una piattaforma social reputata “troppo libera”. Su X il segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, ha duramente criticato il provvedimento.

Premettendo che «la Lega ha bocciato il Digital service act che la Lega, ritenendolo un bavaglio», Salvini ha ricordato  che «nel 2024 ci sarà l’occasione per cambiare l’Europa, contro ogni censura e ipocrisia», citando, nel suo post il proprietario di X: «Ha ragione Elon Musk – scrive – La libertà di parola ha un senso solo se consente alle persone che non ti piacciono di dire le cose che non ti piacciono. Viva la libertà di pensiero, sempre e ovunque».

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